Il Tirreno

Mulazzo. Decisione adottata da Sandro Donati dopo la relazione dei vigili del fuoco sulle condizioni della antica struttura

Chiesa lesionata, il sindaco ordina la chiusura

Il palazzo comunale di Mulazzo e sotto il sindaco Simoncini
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Il palazzo comunale di Mulazzo e sotto il sindaco Simoncini

Gavedo: una crepa si è aperta nella cupola ma qualcuno afferma che c'è sempre stata

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 MULAZZO. Il sindaco Sandro Donati ha emesso una ordinanza di chiusura della chiesa di Groppoli-Gavedo a causa di una lesione alla cupola, lesione che per qualcuno dei residenti c'è sempre stata, mentre per altri cittadini essa si è ampliata con il tempo.  La decisione è stata presa a seguito di una relazione dei vigili del fuoco che, nel frattempo, hanno provveduto a transennare l'area.  Non si sa per quanto tempo il luogo di culto resterà interdetto ai fedeli e ora sono la Curia e la Soprintendenza che dovranno occuparsi dei lavori di messa in sicurezza, anche se il sindaco Donati garantisce che il Comune di Mulazzo cercherà di venire in soccorso individuando risorse nelle pieghe del bilancio comunale.  Tra l'altro, per quanto concerne il rilievo storico-architettonico della chiesa non vi sono dubbi, essendo l'unica opera realizzata da Matteo Vinzoni di Levanto, uno dei più grandi cartografi del Settecento italiano. Infatti, quest'ultimo in Lunigiana s'è ritrovato a fare l'architetto e ha lasciato quella che Eugenio Branchi, storico del medioevo, definì come una tra le più belle chiese della Lunigiana: la chiesa dei santi Lorenzo e Donnino di Groppoli, feudo dei Brignole Sale, generosi committenti, nel corso del Settecento, di grandi opere.  La chiesa, che è poco nota ai lunigianesi, ma ben conosciuta dagli storici genovesi, e, purtroppo, anche molto visitata dai ladri, è diventata inagibile, lo ribadiamo, a causa di una grossa lesione che interessa la cupola e la popolazione è preoccupata, anche perché il luogo di culto era molto frequentato.  Infine, vi è da sottolineare che l'edificio è uno dei pochi luoghi di culto lunigianesi del quale si conoscono, depositati presso gli archivi di Genova, i disegni dei progetti, il rilievo della chiesa più antica che fece Vinzoni e considerazioni e indicazioni sulle maestranze da impiegare, sui materiali da fare arrivare dalla Liguria e, nota curiosa, sul poco affidamento che si poteva fare sull'aiuto della popolazione, che, secondo il cartografo-architetto «era più attenta alla cura del maiale e dei castagneti che al decoro della propria chiesa». G.U.

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