Sicurezza
Paura a Sarzana. La società: non è il primo atto intimidatorio, abbiamo già ricevuto lettere anonime contenenti proiettili
Bomba a mano al cancello dell'azienda
Fabrizio Palagi
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In senso orario lazienda sulla Variante la bomba e i carabinieri Trovata affissa con nastro adesivo dai dipendenti di Soluzione Casa in via Aurelia
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SARZANA. Una bomba a mano affissa con nastro adesivo al cancello d'ingresso dell'outlet Soluzione Casa, in via Variante Aurelia. L'ordigno è stato trovato ieri mattina poco prima dell'orario di apertura da alcuni dipendenti che, sbigottiti da tale vista, hanno dato l'allarme. Si trattava di una granata simile a quelle usate dagli americani durante la seconda guerra nondiale, denominate "ananas", più precisamente un modello MK2 a frammentazione: e quindi dagli effetti devastanti. Ma chi ha appeso la bomba al cancello d'ingresso della Soluzione Casa non aveva intenzione di farla esplodere, visto che la spoletta d'innesco era strettamente avvolta da nastro adesivo, quindi impossibilitata all'innesco. Ma l'aspetto dell'ordigno era comunque minaccioso e gli addetti all'apertura del magazzino si sono molto spaventati. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri che, dopo un primo sopralluogo, hanno richiesto l'intervento del reparto artificieri di Genova. Sconcerto da parte dei soci della Soluzione Casa srl, un grande magazzino che vende prodotti vari, tra cui componenti per arredamento, mobili, articoli da bagno, piastrelle e altro. L'attuale società ha rilevato l'azienda da circa 4 anni e l'attività pare procedere bene dato che, come rimarcato dai proprietari, i prezzi al pubblico sono molto accessibili. Secondo quanto potuto apprendere, pare che non sia la prima volta che l'azienda riceve "messaggi" intimidatori, dato che in passato le sono state recapitate lettere anonime contenenti proiettili. Tutte cose da verificare da parte degli inquirenti che hanno subito avviato le indagini. Tornando alla bomba a mano, è stata prelevata dagli artificieri di Genova che, dopo aver messo in sicurezza la zona, la hanno trasportata in una cava di Ponzano Magra dove è stata fatta brillare. Quanto rimasto dell'ordigno è ora in mano agli esperti che tenteranno di risalire a come la granata sia giunta in Val di Magra. Compito non facile, dunque, per gli uomini del capitano Alessandro Coassin, comandante della compagnia di Sarzaza, il quale comunque ritiene di escludere l'esistenza di racket in questo lembo di Liguria, lasciando però aperte altre ipotesi.
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