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Rigoni: così favoriamo gli investitori russi
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Andrea Rigoni Il deputato apuano impegnato nell'abolizione del visto Roma-Mosca
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MASSA. «La libera circolazione delle persone, senza controlli burocratici, è il primo requisito della democrazia e del rispetto dei diritti fondamentali dell'individuo. Ecco perché è urgente che sia raggiunta un'intesa bilaterale che introduca l'abolizione del visto, cominciando dai passaporti di servizio e da chi effettua visite brevi». Questa è la teoria di Andrea Rigoni, vice presidente della delegazione parlamentare al Consiglio d'Europa e componente della Grande Commissione Italia-Russia della Camera dei Deputati e della Duma di Stato russa, che ha appena concluso un confronto di due giorni (5 e 6 luglio scorsi a Mosca). L'incontro a livello parlamentare intende sancire le intese che le diplomazie dei due paesi conducono da un po' di tempo. L'obiettivo è di facilitare i rapporti tra cittadini di entrambi i paesi e in un futuro non lontano da estendere a tutti e 47 i paesi del Consiglio d' Europa. Il parlamentare apuano ha sottolineato i benefici di cui i paesi dell'area Schengen hanno goduto dall'apertura delle frontiere. Ecco perché, cominciando gradualmente dai passaporti diplomatici, poi a quelli turistici, Rigoni si è impegnato di coinvolgere l'Assemblea di Strasburgo perché venga adottata una raccomandazione che acceleri il processo di Federazione dei pesi europei con l'abbattimento delle frontiere. «Perché sia creata in tutta l'Europa una zona analoga all'area Schengen, che non ha creato pericoli né incrementato il contrabbando, solleciterò - ha detto nel suo intervento a Mosca - un dibattito nelle sedi parlamentari europee». Molteplici, sedcondo Rigoni, i benefici sui rapporti commerciali tra Italia e Russia con le agevolazioni che un'area di libera o, comunque, più agile circolazione consentirebbe: «Un incremento degli scambi nel settore degli idrocarburi (gas e petrolio); l'intensificazione del turismo; la cooperazione nella produzione dell'alluminio e dell'acciaio; lo sviluppo del mercato immobiliare e, soprattutto, gli investimenti russi in Italia. Il Consiglio d'Europa con sede a Strasburgo è la più antica istituzione europea; distinto dall'Ue si prefigge di tutelare i diritti umani la democrazia e lo stato di diritto. Vi aderiscono 47 Stati, cioè tutti i paesi d'Europa, tranne la Bielorussia.
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