Sicurezza
Old river, richiesta choc Il pm vuole la confisca del residence-condominio
Nella sua requisitoria Dello Iacono ha contestato l'abuso edilizio, la lottizzazione e la truffa ai clienti
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MASSA. La sentenza sull'Old River, la prima residenza turistico alberghiera sequestrata nella provincia apuana, è attesa per il 28 luglio. Ma sia l'accusa sia le difese hanno già fatto le loro richieste ieri mattina.
Particolarmente pesanti quelle del pubblico ministero Alberto Dello Iacono, che per la lottizzazione ha chiesto al giudice Antonia Aracri la confisca dell'immobile e una condanna di dieci mesi (e trentamila euro di multa) per i due imputati Maria Rosa Stagnari, legale rappresentante della Rosagiò srl, proprietaria dell'ex albergo di Marina, e Pier Giorgio Puccini progettista e direttore dei lavori.
In più per Stagnari c'è la richiesta di un anno e due mesi per truffa ai danni dei clienti che hanno acquistato dalla Rosagiò gli appartamenti ricavati dalla ristrutturazione dell'hotel. L'Old river si trova in via Podenzana ed è stata sequestrata nella primavera del 2006 dalla Guardia di finanza.
L'inchiesta era stata istruita dal sostituto procuratore Leonardo Tamborini, poi il magistrato è stato trasferito e il fascicolo è passato al collega Dello Iacono che si è specializzato nella lotta contro le false residenze turistico alberghiere (sue le inchieste sull'Argentina e il Tropicana, mentre il filone montignosino è in mano al sostituto procuratore Federico Manotti).
E tutto era partito dall'esposto di un vicino di casa dell'Old river, Giovanni Nobile (la sua famiglia si è costituita parte civile nel procedimento). Prima della requisitoria del pm e delle arringhe dei legali dei due imputati, il giudice Aracri aveva sentito l'ultimo dei testimoni presentati dalle parti: Venicio Ticciati, dirigente comunale che si era occupato del caso Old river.
A lui il difficile compito di districarsi nel dedalo di richieste fatte dai proprietari dell'ex albergo, dagli aumenti di volumetria consentiti oppure no. Adesso bisogna attendere una ventina di giorni per la sentenza, poi si saprà se l'ex albergo di via Podenzana verrà sequestrato oppure no.
Particolarmente pesanti quelle del pubblico ministero Alberto Dello Iacono, che per la lottizzazione ha chiesto al giudice Antonia Aracri la confisca dell'immobile e una condanna di dieci mesi (e trentamila euro di multa) per i due imputati Maria Rosa Stagnari, legale rappresentante della Rosagiò srl, proprietaria dell'ex albergo di Marina, e Pier Giorgio Puccini progettista e direttore dei lavori.
In più per Stagnari c'è la richiesta di un anno e due mesi per truffa ai danni dei clienti che hanno acquistato dalla Rosagiò gli appartamenti ricavati dalla ristrutturazione dell'hotel. L'Old river si trova in via Podenzana ed è stata sequestrata nella primavera del 2006 dalla Guardia di finanza.
L'inchiesta era stata istruita dal sostituto procuratore Leonardo Tamborini, poi il magistrato è stato trasferito e il fascicolo è passato al collega Dello Iacono che si è specializzato nella lotta contro le false residenze turistico alberghiere (sue le inchieste sull'Argentina e il Tropicana, mentre il filone montignosino è in mano al sostituto procuratore Federico Manotti).
E tutto era partito dall'esposto di un vicino di casa dell'Old river, Giovanni Nobile (la sua famiglia si è costituita parte civile nel procedimento). Prima della requisitoria del pm e delle arringhe dei legali dei due imputati, il giudice Aracri aveva sentito l'ultimo dei testimoni presentati dalle parti: Venicio Ticciati, dirigente comunale che si era occupato del caso Old river.
A lui il difficile compito di districarsi nel dedalo di richieste fatte dai proprietari dell'ex albergo, dagli aumenti di volumetria consentiti oppure no. Adesso bisogna attendere una ventina di giorni per la sentenza, poi si saprà se l'ex albergo di via Podenzana verrà sequestrato oppure no.
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