Attenzione
Molestie alla figlia, imprenditore nei guai
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L’immagine di una bambina vittima di molestie sessualiSecondo l'accusa avrebbe costretto la bambina a compiere e subire atti sessuali
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CARRARA. Una storia dolorosa. Per un padre l'accusa più infamante: quella di aver costretto a subire e compiere atti sessuali la prorpia figlia. Una vicenda che parte da lontano, nel 2000 quando la bimba aveva 6 anni. E che è tornata alla luce dopo che la ragazza, ora 17enne, ha raccontato tutto all'assistente sociale. Il fascicolo giudiziario, e la ferita, sono stati riaperti. Una vicenda delicata che vede come protagonista un noto imprenditore della nostra città. Tutto comincia nei primi mesi del 2000: all'epoca la madre e la nonna della bambina (allora aveva sei anni) accusarono l'uomo di molestie sessuali nei confronti della figlia. Il pm di allora, Roberto Bufo chiese la custodia in carcere ma il gip Sgambati concesse solamente la misura interdittiva della sospensione della patria potestà con divieto assoluto di frequentare la figlia. Dopo l'interrogatorio (nell'ottobre del 2000) nel giugno del 2001 il fatto venne archiviato. La bambina si chiuse in un assoluto mutismo e non volle dichiarare nulla sull'accaduto. Non volle parlare. Ci furono solo le dichiarazioni di mamma e nonna, nessun'altra testimonianza. Per lei, comunque, già da allora venne predisposto un percorso psicoterapeutico per aiutarla a superare quello che, al di là dell'esito giudiziario, era stato - indubbiamente - un momento particolarmente difficile. Nel 2010 arriva alla Procura una comunicazione della neuropsichiatria infantile. Sono passati dieci anni. Dieci anni di silenzio. La bambina, che nel frattempo è diventata una ragazzina di 16 anni, ha raccontato tutto a una psichiatra. Tirando fuori tutti i particolari di una vicenda dolorosa e soprattutto, accusando il padre di averla costretta a subire e compiere atti sessuali, in più occasioni. Non solo, nella casa del padre, sono state trovate, come elemento di riscontro, alcune foto di minori che erano nell'abitazione all'epoca dei fatti ma sulle quali non era stata posta, allora, particolare attenzione. E così, a distanza di così tanto tempo, la vicenda dei presunti atti sessuali compiuti dal padre nei confornti della figlia, torna al centro di un procedimento giudiziario. Il fascicolo è stato riaperto: il titolare dell'indagine è il pm Federico Manotti che proprio nei giorni scorsi ha comunicato l'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Adesso, tecnicamente, l'indagato (assistito dall'avvocato Marco Valerio Corini) entro il termine di venti giorni dalla notifica dell'atto ha facoltà di presentare memorie, produrre documenti, e anche presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. R.C.
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