Sicurezza
Cermec, ci sono anche le aree "gonfiate"
La "montagnola" valutata 2 milioni di euro, ma è solo una discarica
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MASSA. Ugo Bosetti è tornato alla guida del Cda di Cermec dopo che il consiglio di amministrazione della società ha - finalmente - adottato il bilancio 2010 (che dovrà essere approvato dai soci antro il 30). Ma il ritorno al sereno del clima nella compagine di gestione dell'azienda (Bosetti, ricordiamo, si era dimesso contestando che i consiglieri del Cda di nomina carrarese avevano fatto mancare più volte il numero legale alla riunione per il bilancio), non dissolve certo le nuvole nere che si addensano sul Cermec. Che pare ormai andare dritto verso il concordato preventivo. Le dimensioni e le cause del dissesto Cermec sono note. Ma c'è una relazione trasmessa da Bosetti all'assemblea dei soci che consente - assieme al documento di bilancio - di cogliere altri dettagli di questa vicenda. Fatture "vuote". Le verifiche dei professionisti incaricati (nel giugno 2010) dallo stesso Cda di rivedere la contabilità dell'azienda evidenziano «da un lato l'emissione di fatture per prestazioni mai eseguite da parte di Delca, per oltre 25 milioni. Dall'altro la cessione, accettata dagli organi dirigenti e amministrativi di Cermec, dei relativi crediti per circa 12 milioni, a istituti bancari e di factoring». Sempre in riferimento ai rapporti con Delca, il pool di professionisti individua, inoltre, «irregolarità concernenti il calcolo degli interessi pagati da Cermec a Delca relativi all'appalto per la bonifica dei siti di Cermec». Iva errata. Le fatture di Delca per prestazioni mai effettuate (per la maggior parte trasporti di rifiuti) tra il 2002 e il 2009 avrebbero inoltre generato un credito Iva erroneo di 648mila euro (cioè, Cermec avrebbe detratto un imposta molto più alta di quella a cui avrebbe in realtà diritto). Il che genera un rischio fiscale tra i 600mila e 1,6 milioni di euro. Bonifiche costose. C'è poi la questione del valore delle aree e dei costi di bonifica. I costi messi in conto capitale nei bilanci Cermec alla voce "immobilizzazioni materiali" che sarebbero stati sostentuti per le opere di bonifica dei terreni di sua proprietà ammontano a 14,2 milioni. Una cifra «che sembra eccedere il valore corrente», avvertono i professionisti. Tanto che Bosetti incarica l'architetto Lino Giorgini una perizia per definire l'esatto valore dell'area. Nel complesso è di 7,3 milioni la svalutazione degli immobili riportata nella bozza di bilancio. Montagnola supervalutata. In particolare, è stata decisa la svalutazione di 2 milioni dell'area "montagnola". Decisa in quanto l'area «pur essendo a destinazione industriale, non può essere utilizzata perchè classificata come discarica». La perizia indica la possibilità di utilizzare la "montagnola" per realizzarvi un impianto fotovoltaico «che potrebbe attribuire all'immobile un valore di almeno 2 milioni». Prò, non sono stati avviati investimenti per tale impianto; quindi, in assenza di certezze su benefici futuri, «non è certamente possibile iscrivere gli oneri nell'attivo di bilancio». «Multe» della Gdf. Deciso poi l'accantomamento (cosa che fa aumentare la perdita di esercizio) di consistenti cifre per gli accertamenti fiscali della Finanza sull'emissione di fatture irregolari da parte di Delca: 1,8 milioni. Questione Imerys. Altri 1,2 milioni di euro sono stati accantonati per la causa che contrappone Cermec a Imerys e che pare stia portando alla condanna di Cermec al pagamento degli oneri che Imerys ha sostenuto e dovrà sostenere per ripristinare e bonificare i terreni che Cermec ha inquinato. Insomma: una situazione difficilissima, anche perchè il concordato preventivo «in continuità aziendale» ha bisogno di un piano industriale per essere accettato dal tribunale. E tale piano, per funzionare, deve poggiare sull' aumento di capitale da parte dei Comuni (7,5 milioni) e, probabilmente anche su un aumento delle tariffe di Cermec. Come la si giri, a pagare il maxi deficit sarà la collettività apuana.
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