Hanno dormito in piedi, sotto una pioggia di sassi
◗
Lelicottero del 118 atterrato al campo scuola per caricare gli uomini del Sast Alcune capre sulla vetta facevano cadere le pietre, attimi di terrore per i due amici
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Quella parete, nel versante Nord del Pizzo d'Uccello, la conoscevano. E l'avevano pure già affrontata. Non si aspettavano però che ci avrebbero dovuto passare una notte intera. O meglio 24 ore, dal pomeriggio di venerdì fino a quello di ieri. Dormendo, o meglio vegliando, in piedi. Sotto una pioggia di sassi: sulla vetta del monte, infatti, scorazzavano le capre e facevano cadere le pietre. È stata davvero una brutta disavventura quella due due amici fiorentini, uno di 50 anni e l'altro di 40. Ai soccorritori che, con grande impiego di energie, sono riusciti a recuperarli e a trarli in salvo, trasportandoli in elicottero fino al campo d'atterraggio del Cinquale, hanno raccontato che i momenti più drammatici sono stati quelli notturni. «Sentivamo un boato continuo, i sassi ci sfioravano». Hanno detto, una volta superato lo choc e, soprattutto, dopo che è stato stabilito che non avevano alcun problema di salute, agli uomini del soccorso alpino che li hanno riaccompagnati ad Aulla, da dove erano partiti e dove avevano lasciato la macchina. È stata proprio la notte insonne a rendere più difficoltosa l'operazione di soccorso: i due uomini, infatti, non avevano più le forze per percorrere anche un minimo tratto di parete. E così gli operatori del soccorso (sono state mobilitate 11 persone, fra la parte alta, quella bassa del monte e il coordinamento) hanno dovuto calare una fune dall'alto per poterli fare uscire dal canalone in cui erano finiti. Una disavventura durata 24 ore e cominciata nel pomeriggio di venerdì, quando i due amici fiorentini hanno «attaccato» la parete. Non si aspettavano di trovare nebbia e questo ha reso più difficoltosa l'arrampicata. Di fronte alle difficoltà incontrate hanno deciso di passare la notte in parete, non riuscendo a rientrare. Ma la mattinata di ieri non ha portato buone notizie ai due fiorentini: innanzitutto non avevano più un goccio d'acqua, ma, in compenso, avevano addosso tutta la stanchezza della notte passata in piedi. I due hanno provato a rimettersi in cammino, ma non ne avevano più le forze. Così è partita la chiamata di soccorso: si sono mobilitati il 118 e il soccorso alpino (sezione Carrara e Lunigiana). Per ore i volontari hanno tenuto i contatti con i due escursionisti: sono riusciti a individuarli e a farli salire nell'elicottero che, di fatto, li ha riportati a terra sani e salvi. Per i due amici coinvolti nella disavventura «in parete» non c'è stato bisogno di ricorrere all'ospedale. A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
