Il Tirreno

L’americano Victor Lodato nel Castello di Fosdinovo

«Non immagino un posto migliore per scrivere»

Cinzia Carpita
Lo scrittore Victor Lodato in una stanza del castello di Fosdinovo
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Lo scrittore Victor Lodato in una stanza del castello di Fosdinovo

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 FOSDINOVO. Il "Castello in movimento" di Fosdinovo, con l'iniziativa del turismo culturale, dei proprietari Pietro Torrigiani Malaspina e Maddalena Fossombroni, è luogo di ispirazione per scrittori italiani e stranieri. Fra gli ospiti l'americano Victor Lodato.  Quale storia sta scrivendo nel castello?  «Il mio nuovo romanzo racconta di una famiglia italo-americana del New Jersey, che fatica a superare una tragedia che li ha colpiti sei anni prima dell'inizio del libro. Il padre del piccolo Edgar di sette anni si è suicidato quando il bambino ne aveva meno di uno. Il ragazzo ora vive con sua madre e sua nonna paterna, e deve costantemente convivere con la tensione tra le due donne; così come imparare il significato di essere un uomo, tra le menzogne e le omissioni che le due donne hanno portato avanti sul padre. Il libro parla essenzialmente del tentativo di una famiglia di salvare l'amore e la gentilezza, tra le rovine di una storia tragica. Il romanzo sarà probabilmente pubblicato negli Stati Uniti nel 2013».  Che sensazioni le dà il castello? Ci tornerà?  «E' stato come un sogno di bellezza, di luce e di gentilezza. Non riesco a immaginare un posto migliere per scrivere. La vista è stupefacente; i tramonti, il vino e il cibo squisito; la tranquillità, spaventosamente stimolante. L'accoglienza di Pietro Torrigiani Malaspina e Maddalena Fossombroni, rende l'esperienza di una residenza per artisti più vicina allo stare in un'affascinante e bellissima casa di famiglia. Inoltre, quando non mi sento di scrivere, posso leggere il libro per bambini e disegnare con la loro bambina. Mi piace anche girovagare per il castello, alla scoperta di nuove sale e nuovi orizzonti, sempre diversi nel cambiamento di luce. Alla fine della giornata, prendo un libro e lo leggo in uno dei giardini. Le ortensie mi rendono sempre felice. Tornerò? Dovrei domandare a Pietro e Maddalena. Spero che la risposta sarà sì».  Quali sono i suoi legami con l'Italia?  «La mia famiglia è di origine napoletana. Sono un italo-americano di terza generazione, cresciuto a Hoboken, New Jersey, all'epoca abitata prevalentemente da persone d'origine italiana».

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