Sicurezza
Le radici del futuro. La Camera di commercio iscrive quattro aziende ultracentenarie nel registro storico
Le dinastie del lavoro sfidano la crisi
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I titolari delle quattro aziende apuane premiate dalla Camera di commercio per la loro attività ultracentenaria e una foto depoca del laboratorio Nicoli Le storie di Nicoli Sculture, Mobili Cancogni, Caffè Bellotti e albergo L'Appennino
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CARRARA. La Camera di Commercio ha reso ieri omaggio, nell'ambito del progetto "Italia 150. Le radici del futuro", alle quattro imprese ultracentenarie della provincia e alla loro storia. Per loro una "Veletta di marmo" dalle mani del presidente Norberto Ricci e l'iscrizione al Registro Storico delle imprese italiane, istituito l'8 giugno scorso. Tra le big la "Nicoli & Lyndam Sculptures srl", laboratorio di scultura in funzione da almeno 148 anni. La ditta infatti risulta già censita nel 1863, ma da alcuni studi commissionati dalla famiglia Nicoli, la reale data di fondazione dovrebbe essere il 1835. Tito Nicoli è il fondatore storico, ma fu con suo figlio Carlo che arrivarono le prime grandi commissioni e una crescita che traformò la ditta individuale di un ornatista in un'impresa, oggi con 15 operai specializzati, che formano anche loro una dinasty: alcuni sono figli e nipoti di precedenti lavoratori. Le opere uscite dai laboratori Nicoli abbelliscono oggi anche il "Queen Victoria Memorial" di Buckingham Palace e il Cremlino, mentre alla guida c'è ancora un Carlo con le figlie Carola e Francesca, che un mese fa hanno ricevuto a Roma il riconoscimento per essere una delle 150 imprese più longeve di tutto il paese. Dal marmo al legno: ecco la società "Cancogni srl", fondata a Massa da Agostino Cancogni nel 1870 come attività di commercio di mobili. Negli anni '50 la felice intuizione di importare, tra i primi in Italia, i mobili componibili svedesi, ha fruttato un grande successo all'azienda che ha colto l'occasione per diversificare la propria attività, dedicandosi anche alla produzione di materassi: negli anni '70 la Cancogni ne ha forniti circa 70.000 all'armata libica. I maggiori successi però sono stati ottenuti nelle forniture in legno per case e uffici: le pareti del palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, l'arredamento dell'aeroporto internazionale di Tripoli e dell'Hotel Colonna Palace di Roma sono solo alcuni dei lavori di maggior prestigio ottenuti. Il "Caffé Bellotti" è ancora lì, in piazza della Repubblica a Pontremoli, da quando nel 1883 Antonio Bellotti cominciò a servire i primi clienti. Clienti che all'inizio erano soprattutto i lavoratori della costruenda ferrovia e questo valse al bar il soprannome di "bar degli operai". Dal 2004 la gestione di Roberto Bresciani e Federica Albertosi ha introdotto gli appuntamenti del "Salotto d'Europa", che ha visto sfilare decine di nomi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. Il locale presenta ancora il pavimento e i soffitti ottocenteschi, così come una parte delle mura fatte costruire da Castruccio Castracani nel 1322 in mezzo alla città per tenere a distanza la fazione guelfa da quella ghibellina. A Pontreoli, quasi al confine con il Parmense ecco l'"Albergo Ristorante Appennino", che in questo mese festeggia i 100 anni, essendo stato inaugurato nel luglio del 1900 da Massimo Pinelli. Un periodo in cui l'Alta Lunigiana era un luogo di montagna molto rinomato e l'"Appennino" un hotel di lusso dotato di sala da ballo con pianoforte e "vasca natatoria" alimentata da acqua sorgiva. Nonostante abbia subito gravi danneggiamenti durante l'ultima guerra, l'albergo è stato fedelmente ricostruito e mantiene intatto il suo fascino. La proprietà è ancora della famiglia Pinelli, alla terza generazione con Alberto. A.B.
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