Il dolore
Il vigile Nannini scagionato ancora
MASSA. «Mi dispiace di averle fatto perdere del tempo dottore». Il vigile urbano Graziano Nannini si è congedato così, quasi scusandosi, dal pubblico ministero Federico Manotti che aveva chiesto il suo rinvio a giudizio per falso, quando il gup Ermanno De Mattia ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dell'agente municipale. Per quell'abuso, che poi altro non sarebbe che la realizzazione di una terrazza, invece andranno alla sbarra a novembre i proprietari dell'immobile Simone Tempesti e Daniela Lombardi. È la seconda volta che Nannini entra in un'aula di tribunale ed è la seconda volta, sempre difeso dall'avvocato Adriano Martini, che ne esce pulito. La prima volta l'accusa era pesante: secondo il pm aveva chiesto dei soldi per non rivelare un abuso. Il giudice invece aveva smontato il castello accusatorio e lui in lacrime aveva baciato la sua compagna. L'altro giorno non ha pianto («se mi avessero rinviato a giudizio avrei dimostrato la mia innocenza comunque»), ma ha abbracciato la sua compagna lo stesso. Lei è sempre stata lì al suo fianco, del resto. E pensare che Nannini nel sopralluogo che gli veniva contestato questa volta aveva fatto un verbale pesantissimo per i padroni di casa. Tanto che era partito l'accertamento. E allora perché l'accusa di falso? Colpa di una virgola e di una parola («preesistente») che hanno ingenerato l'equivoco. Ma tanto è non luogo a procedere.
ASSOLTI ANCHE I PROPRIETARI
Alla fine della vicenda anche i proprietari dell'immobile, Simone Tempesti e Daniela Lombardi, sono stati assolti per non aver commesso il fatto. La sentenza è arrivata il 22 ottobre del 2012. Tempesti e Lombardi spiegano, in una nota, che quanto contestato loro "non si riferiva a una non dimostrata realizzazione abusiva di una terrazza, bensì a una dichiarazione da noi presentata al settore urbanistica del Comune di Massa circa la preesistenza al 1941 dell'aggetto di una pertinenza dell'immobile di cui siamo proprietari". Inoltre - continuano i proprietari - "il procedimento penale a nostro carico non è stato originato dall'asserito verbale pesantissimo" del vigile Nannini, "ma da un atto di denuncia-querela presentato nei nostri confronti da un confinante con le nostre proprietà immobiliari".
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