Il Tirreno

Morì dopo una dieta, assolto il medico che gliela prescrisse

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 SARZANA. È stato assolto il medico chiavarese Luca Ubaldi finito sotto processo con l'accusa di omicidio colposo poichè, secondo la Procura, la dieta a base di anfetamine data a un suo assistito - un imprenditore di Sarzana - aveva causato un arresto cardiaco e la successiva morte. La sentenza di assoluzione è stata emessa dal giudice Roberto Pasca del Tribunale di Chiavari con formula piena mentre il pubblico ministero aveva proposto l'assoluzione con la vecchia insufficienza di prove. Dopo circa cinque anni e diverse perizie contrastanti, si è arrivati all'epilogo della vicenda che ha visto la famiglia del 52enne spezzino Giampiero Malabaila costituirsi parte civile. «Prescrivendo otto compresse al giorno di principi comprendenti anfetamine, antidepressivi e sostanze attive sul metabolismo a Giampiero Malabaila - è riportato nel decreto che ha disposto il rinvio a giudizio del medico - gli causava il decesso poichè il paziente assumeva quelle pastiglie nonostante affetto da obesità e ipertensione arteriosa». Ma in fase dibattimentale, a seguito di un approfondimento di perizia chiesta dal tribunale, non è emerso il nesso causale tra la dieta e il malore. L'imprenditore, dopo due mesi di cura aveva perso 20 chili: il malore lo uccise il 17 novembre durante il ritorno a casa lungo la A12 tra Massa e Viareggio.

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di Redazione web