Il Tirreno

L’azienda ha presentato il piano calibrato su 40 licenziamenti (volontari), nuovo tavolo con i sindacati a settembre

Cantiere: meno operai e nuovi modelli di navi

Cantiere: meno operai e nuovi modelli di navi

Mor: «Rendendo più efficente Nca si velocizza anche il percorso verso il socio privato»

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CARRARA. La dirigenza Nca ha presentato il piano di riorganizzazione aziendale a medio termine, per i due anni di costruzione della nave Rfi ed eventualmente per la seconda. «Per efficentare il cantiere, e velocizzare quel percorso verso un nuovo assetto industriale con socio privato», dice il manager Luigi Mor. Sindacati Fiom, Fim e Uilm, e azienda torneranno al tavolo a metà settembre.  Mor spiega: «Abbiamo articolato il piano, considerando anche la situasione di mecato molto pesante. A dicembre si parlava di liquidazione, oggi di efficentamento». E di mobilità per 40 dipendenti, ma su base volontaria.  Sistema competitivo, mercato. «C'è oggi nel settore mondiale - dice Mor - una leggera ripresa rispetto al "profondo" 2009 ma gli ordini generali dei primi cinque mesi sono circa il 50% della capacità produttiva, vuol dire che un cantiere su due nel mondo non ha lavoro o deve chiudere.

L'Europa ha l'8% del pacchetto di ordini e nei primi 4 mesi del 2011 ha consegnato solo ferry». Il piano di produzine oggi è legato solo alla nave Rfi, da 49,5 milioni di euro, da costruire in 549 giorni.  Conto economico. Da qui al 2012, c'è un impegno di Invitalia a sostenere il cantiere prevedendo una perdita di 11,5 milioni in due anni, ma a condizione di migliorare la situazione, riducendo i costi fissi, cioè il personale. Perciò c'è il piano di mobilità siglato da Fim e Uilm ma non da Fiom.  Piano di riorganizzazione. Il cantiere opererà su diverse linee: impiantistica, gestione (orari assenteismo, produttività ecc.), strumenti (gli accordi), ricerca e innovazione (come le navi a propulsione a gas). Ci sono capitoli sulla formazione professionale, sulla qualità e sicurezza del lavoro.  Un paragrafo Mor ha voluto dedicarlo al rapporto fra sindacato e azienda a fianco della politica. Che vuol dire pungolare i politici per: finanziamento della seconda nave Rfi (Matteoli l'ha promesso), vedere se la privatizzazione Toremar porterà ricadute positive su Nca, supportare Nca nelle trattative all'estero per le commesse, supporto alla politica verde, una politica di rottamazione dei taghetti sopra i 30 anni, supporto all'innovazione.  Insomma un piano che traccia percorsi, che ora i sindacati leggeranno bene per rivedersi con l'azienda a settembre, quando comincerà il grosso della lavorazinoe sulla nave delle Ferrovie. Da lunedì rientrano al lavoro alcuni operai cassintegrati.  Sindacati prudenti. Alessandro Miccio segretario Fiom: «Un piano per far fronte alla nave Rfi ed eventualmente alla seconda. Ne abbiamo preso atto. Ci sono alcuni punti da discutere con la rsu. Mor parla anche di diversificazione produttiva, io penso che sia legata forse al Nuovo Pignone. Ma per ora oltre la nave Rfi non c'è nulla».  Marco Battistini, segretario Fim: «E' un piano su più temi. Dal conto eocnomico, all'adeguamento impianti, alla sicurezza. Come sindacati ci siamo riservati di riparlarne a metà settembre per approfondire». Anche Battistini sottolinea il passaggio del piano, relativo alla ricerca di nuovi modelli di navi, sempre nella navalmeccanica.

Il capitolo della ricerca e innovazione, e il piano nel suo complesso, «indicano che l'azienda vuole restare sul mercato ed essere competitiva, anche se la situazine del settore non lascia prevedere un futuro roseo per la cantieristica navale. La prossima settimana la rsu incontrerà l'azienda per definire i primi rientri e gli orari». Giancarlo Leorin segretario Uilm: «E' un piano per costruire la nave Rfi, collegato alla mobilità fino a 40 persone, ma l'azienda ci invita a far pressioni sulla politica, visto che Matteoli si è impegnato sulla seconda nave».

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