Il dolore
La brutta avventura di un disabile e di una coppia con una bimba di tre mesi. I tecnici: «Colpa dei cinghiali»
Masso cade e sfonda il tetto di una casa
◗
Il tetto sfondato dal masso che si è staccato dalla collina che sovrasta le case di Pariana Non ci sono stati feriti, ma sono state evacuate quattro persone
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Paura nella notte a Pariana. Un masso si è staccato dalla collina ed è rotolato giù fino a terminare la sua corsa sui tetti di una villetta trifamiliare. Ha sfondato le tegole ed è finito nel soggiorno della casa abitata da Giuliano Bertolacci. Per fortuna l'uomo in quel momento stava dormendo nel suo letto. Fosse successo qualche ora prima sarebbe rimasto ferito dalla pietra che è terminata proprio accanto alla catasta di legna che serve per alimentare il camino. E Bertolacci avevano finito di sistemare i tronchi nel pomeriggio. Insomma, poteva andare davvero peggio. Anche perché nella porzione di villa accanto a quella di Bertolacci riposava una famigliola con una bimba di tre mesi. La terza porzione invece era momentaneamente disabitata. Notte difficile. L'allarme lo hanno dato proprio gli abitanti del gruppetto di casette investiste dalla pietra. È stata una notte difficile per loro. I quattro (involontari) protagonisti della vicenda si sono trovati in mezzo a una strada all'alba: con una bimba che piangeva e un uomo (Bertolacci) che aveva un problema con i farmaci salvavita che deve prendere a distanza di sei ore. Per fortuna i soccorsi, polizia e vigili del fuoco, hanno rassicurato gli sfollati, trovando una sistemazione alla Turimar. Ma sia Bertolacci sia la famiglia hanno rinunciato. Bertolacci perché in camera non c'era il frigorifero dove tenere i medicinali (che devono necessariamente stare a una temperatura bassa), gli altri perché la bimba aveva bisogno di attenzioni particolari come tutti i neonati. Uno si è accomodato provvisoriamente da un amico, genitori e figlia hanno trovato riparo dai parenti. Colpa dei cinghiali? Resta da capire come è stato possibile il distacco della pietra dalla collina. I tecnici della Provincia che ieri mattina sono saliti a Pariana hanno dato la loro versione, puntanto l'indice contro i cinghiali. Secondo gli esperti gli animali, che da anni devastano i boschi della montagna massese, hanno provocato il distacco del grosso pezzo di roccia scavando in cerca di cibo. I tecnici escludono che si sia trattato di uno smottamento dovuto alle piogge, propendendo per la fragilità del terreno provocata dall'invasione di cinghiali che stanno mettendo a serio rischio sia le proprietà private sia i boschi. L'allarme. A febbraio gli abitanti di Pariana avevano lanciato un grido d'allarme. Si erano costituiti in comitato (sostenuti dal consigliere di Sel Simone Ortori) e avevano chiesto un incontro a sindaco, prefetto e presidente della Provincia. Il primo passo era stata la raccolta di firme. Il primo cittadino aveva risposto all'appello: chi Pariana la conosce bene lo aveva portato a verificare di persona la situazione. E Roberto Pucci aveva detto che avrebbe fatto il possibile. Lo stanziamento. In un'assemblea pubblica l'amministrazione comunale qualche tempo fa ha detto che la Regione Toscana ha stanziato 600.000 euro per Pariana. L'ingegner Fernando Della Pina ha fornito informazioni tecniche in merito al progetto presentato dagli uffici comunali come la canalizzazione delle acque. La frana che minaccia il borgo di Pariana è stata giudicata una delle più pericolose poiché immediatamente al di sotto di decine di abitazioni e tale da giustificare il regime di somma urgenza che permetterà di intervenire in tempi rapidi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
