Il Tirreno

Rimbalzati tra ospedali

Il pronto soccorso di Massa a destra l’ospedale pediatrico Pasquinucci
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Il pronto soccorso di Massa a destra l’ospedale pediatrico Pasquinucci

L'assurdo gioco dell'oca fra Opa e civico per i piccoli che ricorrono a cure "urgenti"

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 MASSA. Il piccolo ha mal di pancia, si lamenta, piange. E non è un capriccio. Cosa fa ogni mamma (o papà) di fronte al figlio che sta male? Lo porta al pronto soccorso, perchè la salute innanzitutto (quella dei bambini, poi), perchè non si sa mai, perchè mai prendere sottogamba. Si tratta, è il caso tipico, di un problema non grave - nel caso lo fosse, scatterebbe un trattamento d'urgenza - ma che comunque richiede accertamenti e verifiche. Cosa, però, che al pronto soccorso di Massa (o di Carrara) può trasformarsi in una specie di assurdo gioco dell'oca.  L'immaginario bambino, dopo attesa più o meno lunga, viene infatti visitato dal medico del pronto soccorso, il quale stila una prima diagnosi. Poi, spesso su pressione degli stessi genitori che preferiscono che il loro figlio venga visto da uno specialista, il sanitario ordina una visita pediatrica.  A questo punto, il bambino viene portato all'Opa - a volte in ambulanza - per essere visitato dal pediatra. Qui, il pediatra di turno lo esamina e talvolta, anzi spesso, prescrive ulteriori accertamenti diagnostici (una radiografia, un'ecografia ecc.). Che devono però essere effettuati all'ospedale civico. Quindi il piccolo paziente viene ri-trasportato dall'Opa a Massa. E non è finita, perchè poi il risultato dell'ecografia (o radiografia) deve essere refertato dallo specialista che l'ha prescritta. Il che significa un altro viaggio dall'ospedale all'Opa per consegnare le "lastre" degli esami. Eppure, a volte, spiega il dottor Mucci, basterebbe una visita del pediatra di famiglia per risolvere il problema, senza il ricorso al pronto soccorso. Comunque, (vedi articolo a fianco) il pronto soccorso pediatrico non si farà: non ci sono risorse. C.F.

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