Sicurezza
Polveri: ora scatta il maxi ricorso alla Corte europea
Alessandra Vivoli
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Un camion del marmo e i legali Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini (foto d’archivio)3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Polveri: la battaglia continua e arriva fino a Strasburgo, alla Corte europea per i diritti dell'uomo. E, intanto, si annuncia anche la richiesta di un maxi risarcimento danni: i cittadini che sostengono di aver subito per anni - sulla propria pelle - l'inquinamento del traffico pesante in città sono pronti a presentare il conto al Comune. Come se non bastasse si apre anche un nuovo fronte della guerra ai bisonti del marmo: il comitato di Miseglia, che domani incontrerà il sindaco e la Progetto Carrara, continua a chiedere la messa in sicurezza dell'impianto di lavaggio della strada dei marmi, che sorgerà nella vallata. E che fa preoccupare l'intero paese. Polveri: i comitati si rivolgono alla Corte europea e chiedono i danni. Il giudice, o meglio il tribunale collegiale di Massa, ha dato ancora una volta ragione ai comitati che, da anni, stanno combattendo la guerra all'inquinamento da Pm10 legato al traffico pesante. Il tribunale, in sostanza, ha respinto il reclamo del Comune. E ha invece ribadito il provvedimento del giudice Ermellini che prevede, pressochè in toto, l'adempimento delle dispoizione dettate in prima battuta, tre anni fa, dal giudice, Maurizio Bartolini. Dall'impianto di lavaggio alla chiusura dei cassoni dei camion che trasportano blocchie scaglie, fino alla manutenzione delle vie che portano ai bacini. «Esiste allo stato un vuoto nell'ordinamento italiano che a quanto pare (stando alla decisione del Tribunale) può impedire di eseguire quanto stabilito dal giudice civile nei confronti delle Pubbliche amministrazioni - dicono i due legali - Per tali motivi i ricorrenti stanno predisponendo, rifacendosi alla Convenzione dei diritti dell'uomo un ricorso alla Commissione Europea dei diritti dell'Uomo a Strasburgo per mettere in luce questa evidente lacuna del nostro ordinamento. Ci rivolgeremo dunque alla Corte Europea di Strasburgo citando lo stato italiano perché a causa di una lacuna nel nostro ordinamento risulta impossibile la tutela di un diritto costituzionalmente garantito. Gli atti sono già stati passati all'ufficiale giudiziario per l'adempimento coattivo della sistemazione del lavaggio, ed è già stata predisposta tutta la documentazione da presentare alla procura della Repubblica, per il continuo dell'azione che ora si sposta sul piano penale». E si apre anche un altro capitolo giudiziario: quello del risarcimento danni ai cittadini: «Se sarà accertato un comportamento illegittimo del Comune a tutela della salute dei cittadini - spiegano i legali - presenteremo il conto all'amministrazione». I legali dei comitati: ci rivolgeremo alla Corte europea. La risposta del sindaco non ha soddisfatto i comitati (Sos Carrara in testa) e gli ambientalisti. E così i loro legali, Paolo Pasquali e Giovanni Macchiarini, sono pronti a continuare la battaglia. Questa volta nella sede della Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. «Presenteremo ricorso - annunciano - perchè non c'è stata fino ad oggi la possibilità di fare applicare degli obblighi, stabiliti pe rlegge, ad un Comune: quanto disposto dal giudice è rimasto lettera morta». E Miseglia chiede la messa in sicurezza del nuovo lavaggio. Il comitato che si è costituito, in paese, è pronto all'incontro con il sindaco e la Progetto Carrara (domani a Palazzo civico). Per fare chiarezza. «Noi siamo solo preoccupati- dice Emiliano Musetti, uno dei rappresentanti del comitiato - Non è vero che non vogliamo gli impianti di pesa e lavaggio collegati alla strada dei marmi: noi chiediamo unicamente che sia predisposta una messa in sicurezza per i gas di scarico e per i rumori. Non dimentichiamo, infatti, che ci troveremo ad avere a che fare con il passaggio, di duemila camion al giorno». «La cosa che ci preme - conclude - è che il nostro microclima non cambi e, soprattutto, la qualità dell'aria che respiriamo». E, alla vigilia dell'incontro in Comune, l'ingegner Gaetano Farro della Progetto Carrara prova a rassicurare gli abitanti di Miseglia: «Il lavaggio della strada dei mamri ha già tutte le protezioni necessarie, sia per quel che riguarda il rumore e per l'inquinamento da polveri e gas di scarico».
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