LINCHIESTA
Nel mirino la detrazione Iva e un centinaio di fatture false
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IL PM. Rossella Soffio 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. L'inchiesta sul Cermec si apre quando Ugo Bosetti, arrivato alla presidenza della società (ora è dimissionario) si rende conto che qualcosa non va. Ai professori Giulio Andreani e Sergio Menchini viene affidato il compito di stendere una due diligence sulla società. È con quel documento tra le mani che Bosetti si rivolge alla Procura. L'indagine, coordinata dai pubblici ministeri Rossella Soffio e Federico Manotti, è condotta dagli uomini della Guardia di Finanza. La loro attenzione è focalizzata sui rapporti tra Cermec e la società Delca spa. Le due aziende, la prima di natura pubblica (i soci sono i Comuni di Massa e Carrara e la Provincia), la seconda privata, avevano stipulato un contratto per il trasporto di rifiuti che, dopo un primo trattamento, erano destinati allo smaltimento in discariche fuori provincia. Secondo la Finanza un centinaio di fatture sarebbero false, ossia emesse «per operazioni inesistenti». Secondo gli inquirenti sarebbero «state evase imposte per 4 milioni di euro... Le lase fatture - chiarisce la Finanza - hanno consentito al Cermec di beneficiare di Iva a credito e realizzare un consistente e non dovuto risparmio di imposta». La Finanza parla di «circa 100 documenti fiscali per un imponibile di oltre 16,5 milioni di euro con Iva evasa - come già indicato nella due diligence - pari a circa 1,7 milioni». Nel mirino anche «omessi versamanti per 400mila euro». La svolta a maggio con tre avvisi di garanzia: indagati gli ex presidenti di Cermec Roberto Vaira, Luciano Bertoneri e Domenico Del Carlo, legale rappresentante della Delca spa di Vicopisano. Di ieri la notizia dell'autorizzazione al sequestro fino a 1,2 milioni di euro.
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