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Cermec, scatta il maxi sequestro

Cermec, scatta il maxi sequestro

Bertoneri: ma sul mio conto la Finanza ha trovato solo 3mila euro

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MASSA. La Procura ne è certa: il Cermec ha evaso 4 milioni di euro. E adesso gli inquirenti sono a caccia di quel denaro o, almeno, di una parte. E lo strumento nelle loro mani è il sequestro "per equivalente". Hai commesso un reato tributario? Può essere aggredito il tuo patrimonio. E, in questo caso, il patrimonio aggredito è quello di Luciano Bertoneri. La Guardia di finanza è a caccia di oltre un milione di euro, ma sui conti dell'ex presidente di Cermec - lo conferma lui stesso - ne avrebbe trovati solo 3.100, su un deposito bancario.  Il provvedimento di sequestro è solo a carico di Luciano Bertoneri, anche se non è lui l'unico indagato nell'inchiesta sulla società di smaltimento rifiuti. Nel registro sono iscritti, infatti, anche Roberto Vaira, presidente del Cermec dal 2003 al 2005 (poi passato al ruolo di direttore dell'azienda) e Domenico Del Carlo, legale rappresentante della Delca Spa di Vicopisano, fornitrice di servizi per Cermec e socio nella società Erre Erre (per la produzione di combustibile da rifiuto).  A Roberto Vaira e a Bertoneri, suo successore alla presidenza, dal 2005 al 2009, la Procura contesta i reati di «dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture e di altri documenti per operazioni inesistenti"; "dichiarazione infedele" e "omesso versamento dell'Iva". L'amministratore unico di Delca è accusato - come controparte - di "emissione di fatture per operazioni inesistenti".  L'unico destinatario del provvedimento di sequestro è, però, Bertoneri. La legge che permette di aggredire i patrimoni per una cifra pari a quella oggetto del reato contestato, entra, infatti, in vigore nel 2007 e non ha effetto reatroattivo. Dunque, nonostante l'evasione sia contestata anche a Varia, non può essere emesso provvedimento a suo carico (ha presieduto la società fino al 2005). Scatta, invece, per Bertoneri per l'ammontare di oltre 1,2 milioni di euro, «cifra corrispondente - spiega la Guardia di Finanza - all'evasione accertata per tre annualità», dal 2007. Vale a dire dall'anno in cui la legge introduce, appunto, il sequestro per equivalente.  Il sequestro in questa fase (sono ancora in corso le indagini) è chiaramente una musura cautelare, disposta del gip su richiesta di Rossella Soffio, pubblico ministero titolare dell'inchiesta.  Le Fiamme gialle dunque sono autorizzate ad aggredire il patrimonio di Bertoneri e a sequestrare beni mobili e immobili di sua proprietà fino ad 1,2 milioni di euro. La Guardia di finanza, in un comunicato stampa, specifica che «il provvedimento è andato a colpire i conti correnti sui quali giacevano le disponibilità finanziarie e gli investimenti mobiliari personali di Luciano Bertoneri, già amministratore e rappresentante legale della Cermec spa». Ma, sebbene siano autorizzati a sequestrare fino ad un milione e 200 mila euro, su quei conti gli inquirenti avrebbero trovato poco più che spiccioli. «Io - commenta Bertoneri - non ho proprietà. E non solo non ne ho ora - puntualizza - ma non ne ho mai avute».  Sarebbe quindi scattato solo il sequestro di un deposito per un valore di poco superiore ai 3mila euro. Nè sarebbe stata sequestrata la Fiat Bravo 1600 intestata a Bertoneri. Il provvedimento, dunque, autorizza gli inquirenti a verificare se esistano - sempre che ve ne siano - beni aggredibili. Se - come Bertoneri sostiene - le sue proprietà si fermano ai 3100 euro sul deposito bancario, quella sarà l'entità complessiva del sequestro.

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