Il Tirreno

Finti tecnici chiedono di controllare le "crepe": la signora non apre la camera e allora scappano

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 CARRARA. Erano due giovani, sui trent'anni, in tuta blu e indossavano caschi come i minatori.  Hanno bussato alla porta di casa di via Buonarroti dove abitano due anziani coniugi. Si sono qualificati come tecnici edili, con l'incarico di vedere se le pareti dell'appartamento hanno delle crepe. «Si controlla per evitare il pericolo di crolli come è successo al Politeama e in via Carriona», ha precisato uno dei due. La signora li ha fatti entrare. Hanno visionato l'appartamento, tranne una camera che era chiusa. «Questa porta è chiusa a chiave, come mai? - ha chiesto quello che sembrava il capo - E' possibile aprirla?». La signora ha risposto che è la camera da letto e il marito quando esce chiude a chiave. «Non si potrebbe aprire e vedere le pareti? Non ha una seconda chiave - ha insistito - come possiamo fare?».  La padrona di casa ha suggerito ai "tecnici" di aspettare che rientri suo marito. Ma i due hanno mostrato fretta e così sono usciti dicendo che sarebbero tornati. «Veramente non si sono fatti più vedere - racconta la padrona di casa - e vi dico che la chiave della camera la tengo in tasca. Leggo i giornali e sono al corrente di quanto succede: vengono in casa con una scusa per poi rubare o truffare. E così la mia camera la tengo sempre chiusa a chiave e nessuno entra. Come più volte ho letto, una persona ti confonde e l'altro entra nella camera da letto per rubare soldi e gioielli. Così se vedono che è chiusa e la chiave la tiene il marito, fanno presto ad andarsene. Come hanno fatto questi due che sicuramente non avevano l'incarico di vedere le crepe alle pareti ma solo dove tengo i gioielli e il denaro. Vi ho telefonato per avvisarvi che ci sono in circolazione altri due sospetti». M.M.

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