Il Tirreno

Scuola, 50 posti persi in provincia

Chiara Sillicani
Scuola, 50 posti persi in provincia

Tagli a bidelli e segreterie. I sindacati: a rischio l'apertura di alcuni plessi

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MASSA. Quando entravi a lavorare nel pubblico, la tua famiglia tirava un sospiro di sollievo: posto fisso e busta il 27 del mese. Certo non cifre da capogiro, ma stipendio sicuro. Adesso la storia è ben altra e anche il pubblico fa i conti con contratti non rinnovati e giovani senza garanzia. È dalla scuola, infatti, che arriva una nuova emergenza occupazionale: un taglio da 50 posti. Effetto tagli. E se anche per i docenti il precariato è diventato la regola, adesso a rischiare grosso sono gli addetti alla segreteria e i collaboratori scolastici, quelli che tutti ancora chiamiamo bidelli. A settembre, quando gli studenti torneranno tra i banchi, il personale scolastico dovrà fare i conti con una bella sforbiciata. 

Tutti i numeri. I dati sono contenuti in una informativa sull'organico in servizio per il prossimo anno scolastico. I bidelli in Provincia passeranno da 497 a 460, trentassette persone in meno per garantire servizi e vigilanza nelle scuole. Di tutti gli ordini e gradi. Vita dura anche per gli uffici amministrativi, alle prese con iscrizioni, verbali e aspetti tecnico-burocratici: dovranno contare su 162 addetti, contro i 174 delle scorso anno. Ridotti di un'unità gli assistenti tecnici.  E - sembra assurdo da dire - è andata bene perché i tagli previsti in una prima fase erano ancora più pesanti: meno 61 bidelli e meno 27 assistenti tecnici. A rinunciare al lavoro saranno molti giovani, che non vedranno riconfermato il loro contratto a tempo determinato.

E chi rimane fa i salti mortali.
A lanciare l'allarme sono le segreterie provinciali di Cgil e Uil. Chi riuscirà a salvare il posto di lavoro - come spiega Fabrizio Rocca, responsabile scuola per Cgil - dovrà lavorare molto di più senza poter contare su riconoscimenti o incrementi di produttività. Le due sigle sindacali, seppur con due distinte note, parlano chiaro: l'emergenza non è soltanto occupazionale, sono a rischio anche la sicurezza degli istituti e l'assistenza di base agli studenti portatori di handicap.

I tagli della Finaziaria.
È Fabrizio Rocca a spiegare che la sforbiciata nella scuola è prevista dalla legge 133 del 2008 la quale «introduce una riduzione di personale scolastico di 131mila unità di cui 45mila tra gli Ata (bidelli, personale tecnico e di segreteria). Quella di quest'anno avrebbe dovuto essere l'ultima tranche di tagli, invece pare che il Governo stia delineando un'altra riduzione di 100mila unità».  

Appello alle istituzioni.
Cgil e Uil, in due distinti documenti, lanciano un appello alle autorità competenti, dalla Regione ai presidi perché denuncino le conseguenze dei tagli. Perché, entrambe i sindacati ne sono convinti, sarebbe addirittura a rischio l'apertura di molti plessi scolastici. La Uil, di fronte alla riduzione del personale, solleva anche un altro problema, quello della distribuzione dell'organico tra i vari istituti: «Non si è tenuto conto - si legge in una nota - della maggiore vicinanza del numero degli alunni ai parametri previsti dalla tabella ministeriale per l'attribuzione di ulteriori unità». Insomma, in parole semplici, si contesta che sia stato garantito più personale a scuole con meno alunni.

E la Uil fa anche alcuni esempi:«Al comprensivo Carrara V mancano solo 15 alunni per aver diritto a 5 assistenti amministrativi, al Buonarroti ne mancano 36, al Moratti 50. Al contrario l'amministrazione (scolastica ndr) ha previsto l'aumento di un assistente in istituti che hanno oltre cento alunni in meno».  Perché - si sa - se le risorse sono poche (in questo caso le risorse umane) si apre la lotta per accaparrarsele. Lotta tra poveri. Il problema rimane: la provincia perde altri 50 posti di lavoro. Davvero non può permetterselo.

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