Il dolore
La catena umana per Aliou
Uno striscione per chiedere giustizia e un mazzo di rose in mare
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MARINA DI CARRARA. Ancora dolore e lacrime in memoria di Aliou. Un piccolo corteo lungo la spiaggia, fino al tratto dove il ragazzino di origine africana è sparito tra le onde, per deporre un mazzo di rose in quel mare che ha spezzato per sempre quella giovane vita. Una cerimonia semplice ma anche dall'impatto emotivo forte. Tra gli organizzatori, tutti giovanissimi, la voglia di giustizia viene prima della voglia di ricordare. Non si può morire a 13 anni, non si può morire come è morto il loro coetaneo, per alcuni un compagno di giochi. Per ricordarlo hanno deciso di fare una catena umana e si sono dati l'appuntamento alla spiaggia libera del porto, per farlo hanno usato Facebook perchè era l'unico modo - con le scuole chiuse - di fare passaparola tra i più giovani. «Chi non ci crede ci uccide, chi non ci protegge uccide il nostro futuro»: con questo striscione hanno aperto il piccolo corteo che ha attraversato tutti gli stabilimenti balneari. Tra i tanti bagnanti in spiaggia parte l'applauso all'unisono; qualcuno smette di fare il bagno per applaudire. Poi, dopo neanche 10 minuti di pellegrinaggio, i ragazzi arrivano davanti allo specchio di mare dove si è consumata la tragedia. Dividono il mazzo di rose bianche tra loro e gettano, uno ad uno, una rosa in mare. Un gesto per salutare, ricordare e chiedere giustizia. Gli adulti guardano il gesto e l'innocenza dei ragazzini, partono applausi e qualcuno non trattiene la commozione. Non importano i numeri in questi casi. Saranno stati una quindicina i ragazzini in corteo ma con il gesto spontaneo hanno dimostrato di spiegare al mondo degli adulti che la giovane età non significa non comprendere la tragedia e non chiedere giustizia. «Vogliamo dire agli adulti che anche se siamo piccoli siamo persone - dice il ragazzino da cui è nata l'idea - dobbiamo essere ascoltati e creduti». Una ragazzina aggiunge: «Proprio perchè sono adulti dovrebbero aiutarci con la loro esperienza perchè noi ne abbiamo bisogno». L.Bo. Altro servizio a pag. 10
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