Il Tirreno

Disoccupato, moglie invalida: maxibolletta

Sara Ligutti
Franzoni durante il No Gaia Day
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Franzoni durante il No Gaia Day

Vivono in due ma dovranno pagare 434 euro di acqua, e non sanno come fare

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 CARRARA. Continuano le proteste contro Gaia e le sue bollette: questa volta, però, ad esprimere il proprio dissenso non erano presenti soltanto i cittadini, ma anche i partiti politici. Ieri mattina, infatti, era il No Gaia Day, manifestazione in piazza Matteotti e organizzata da Futuro e Libertà e Alleanza per l'Italia, che ha visto la partecipazione di una quarantina di persone.  Alcune persone si sono presentate con bollette alla mano e tanta rabbia per le tariffe salate. E, per le prossime settimane, i partiti annunciano altre manifestazioni: contro la Ztl (il 16 luglio), contro Equitalia e contro l'espansione del porto.  Giuseppe Mattiello era presente al No Gaia day e con lui aveva l'ultima bolletta inviatagli dall'azienda: 434 euro di acqua. «Io prendo 997 euro di assegno di disoccupazione e mia moglie 200 euro di assegno di invalidità. Con questi soldi - in casa ci siamo solo noi due - dobbiamo pagarci tutto: bollette, affitto e, ovviamente, la spesa». Per esempio, questo mese ha avuto 60 euro di luce, 400 euro di affitto, 266 euro di gas e i già citati 434 euro di acqua. E quando i soldi non bastano? «C'è mia figlia che lavora e ci dà una mano», spiega.  Poi c'è chi non ha nessuno ad aiutarlo. Juana Vílches vive da mesi in macchina, da quando la sua casa è stata dichiarata inagibile per una trave pericolante. Nonostante ciò, Gaia continua a mandarle le bollette da pagare: l'ultimo mese 40 euro. «Sono andata agli uffici di via Roma e mi hanno detto che la bolletta la devo pagare lo stesso. Ma io quei soldi non li ho».  Le proteste, però, vengono portate avanti anche nella piazza virtuale e arrivano via mail. A scriverci è una signora anziana che preferisce rimanere anonima: vive da sola con il marito e, a causa del conguaglio del 2009, ha ricevuto 1.367,27 euro di bolletta. «Ovviamente - racconta - sono andata da Gaia a chiedere spiegazioni e questo è quello che ho ottenuto: la bolletta in questione è di tale importo perché conterrebbe una fantomatica lettura effettiva che questi signori avrebbero effettuato quando hanno sostituito il vecchio contatore con quello nuovo. Peccato che questa lettura di cui parlano sia assolutamente inesatta (in quanto circa un mese prima avevamo effettuato la lettura del contatore e le cifre differenziano in maniera drastica) e poi, cosa fondamentale, quando un contatore viene sostituito, prima di rimuoverlo bisogna effettuare la lettura, vero, ma in presenza dell'utente che la deve controfirmare».  Per dare assitenza ai cittadini su questi ed altri casi, Futuro e Libertà ha messo a disposizione i propri uffici legali in via Cavour, 17.  «È arrivato il momento di fare una rivoluzione, una rivoluzione sociale e smantellare questa amministrazione che è un'amministrazione che si comporta come se fosse di estrema destra», attacca il segretario comunale di Futuro e Libertà, Nicola Franzoni, «perché tollera la vessazione della povera gente, si accanisce con i disagiati».  «Ormai - continua - si sono invertite le parti, a Carrara, a difendere il popolo ci siamo noi. La povertà cresce, è dilagante, ci sono più di ottomila poveri e ci pensa solamente la chiesa cattolica e la Caritas a loro. Anche per questo noi abbiamo proposto la creazione di un supermercato per la gente disagiata con prodotti ad un prezzo economico». E il segretario provinciale di Futuro e Libertà, Mauro Rivieri, aggiunge: «Fli è vicino alla gente in un momento in cui ci sono grossi problemi e si finisce per sfruttare sempre i più deboli».  Presente al No Gaia Day anche Andrea De Vincenti, coordinatore comunale di Alleanza per l'Italia: «Siamo qui oggi perché vogliamo rivendicare chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini da parte delle amministrazioni. Temiamo che Gaia possa essere una nuova partecipata che farà un clamoroso buco in bilancio come hanno fatto Cermec, Erre Erre e in futuro può darsi anche Atn. La gestione di queste partecipate è lasciata in mano a dei Cda che sono nominati dalla politica, ma quando vengono fuori i guai la politica si nasconde e dice che è colpa degli amministratori».  Cosa proponete, quindi, per la gestione di Gaia? «Noi rispettiamo la volontà dei cittadini - dice De Vincenti - e avevamo anche dato, come Api, indicazioni per avere una gestione pubblica dell'acqua. Vorrei sottolineare che non è scongiurato il pericolo che dei privati possano gestire l'acqua, quello che è stato abrogato con il referendum è soltanto l'obbligo di farlo entro il 2011. La cattiva gestione potrebbe essere il modo per dire che il pubblico gestisce male, fa debito, quindi si ha la necessità di vendere ai privati».

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