Il Tirreno

Asl, operatrici sanitarie contro la Cgil

<b>PROTESTA.</b> Manifestazioni delle operatrici sanitarie sotto il Comune lo scorso inverno
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PROTESTA. Manifestazioni delle operatrici sanitarie sotto il Comune lo scorso inverno

Scendono in piazza: troppo tardi per dire che manca personale

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 MASSA. Non si arrendono le operatrici sanitarie dell'Asl. La "battaglia" va avanti da gennaio, quando per loro è iniziata la disoccupazione. La questione non è semplice: la loro esperienza in azienda comincia come esterne, assunte da cooperative. Poi arriva l'opportunità dell'internalizzazione. Fino al concorso a tempo indeterminato con tanto di graduatoria. Ma su quella graduatoria e sul suo scorrimento Asl e operatrici (quelle rimaste senza lavoro) sono su posizioni inconciliabili. L'Asl, infatti, ha più volte precisato che il numero di Oss al 31 dicembre 2009 era di 230 di cui 128 a tempo determinato, mentre, dopo il concorso è salito a 232, tutte a tempo indeterminato. Le Oss, invece, parlano di una graduatoria ferma alla posizione 128. E oggi tornano a rivendicare il loro posto di lavoro, sostenute dal consigliere comunale Giancarlo Casotti. Le ex dipendenti Asl protestano a seguito di una dichiarazione fatta dalla Cgil che denunciava carenza di personale e conseguenti disagi. «Fino a sei mesi fa la Cgil sosteneva che il numero del personale sanitario fosse congruo, ora afferma il contrario» spiega Brunella Riccardi, alle prese con la disoccupazione, insieme ad una trentina di ex colleghe. Non ci stanno le Oss a vedersi superate in graduatoria da gente entrata nell'azienda da poco, quando loro ci hanno passato fino a 12 anni, garantendo servizi e prestazioni nei reparti e in sala operatoria. «Manco alla mia caposala - ha detto un ex Oss a conferma della sua competenza - ero in grado di portare avanti il reparto anche da solo». Le operatrici socio sanitarie non si appoggiano ai sindacati, ma adesso la Cgil solleva la questione personale denunciando la mancanza di organico, la carenza di servizi e reparti in confusione: «Quando lo dicevamo noi, però, siamo rimasti inascoltati», commentano le Oss. Si sono ritrovate sotto al Comune ieri mattina per far sentire la loro voce. Protesta pacifica e ristretta: era presente una delegazione composta da una decina di persone: «È una battaglia di tanti, portata avanti da pochi, però» ha commentato un operatore che, da Fivizzano, ha fatto 60 km per partecipare alla protesta. A tutela del suo posto di lavoro. G.S.

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