Il Tirreno

Palazzina crollata, nuova denuncia

Gli avvocati Cavagnaro e Figaia assistono i cinque abitanti della palazzina crollata
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Gli avvocati Cavagnaro e Figaia assistono i cinque abitanti della palazzina crollata

Cinque abitanti dello stabile si rivolgono alla procura

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 CARRARA. Cinque degli abitanti del civico 48 di via Carriona, la palazzina crollata il 2 novembre scorso, hanno presentato una denuncia alla procura, assistiti dagli avvocati Gianluca Cavagnaro e Antonio Figaia. La decisione è stata assunta a seguito della formalizzazione della chiusura delle indagini della Procura della Repubblica, a carico di cinque indagati, di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane.  Dal punto di vista procedurale, grazie a questa denuncia, gli abitanti dello stabile - quindi le parti lese, anche se non ancora dal punto di vista giuridico - possono svolgere un ruolo di collaborazione con la Procura, e attraverso i loro legali potranno accedere agli atti depositati (la perizia degli esperti incaricati dalla procura, ad esempio) ed avere notizia sugli sviluppi ulteriori dell'inchiesta; e quindi se la chiusura indagini si trasformerà in una richiesta di rinvio a giudizio o, a seguito della documentazione che gli indagati hanno diritto di presentare, in una richiesta di archiviazione.  Le cinque persone potrebbero anche costituirsi parti civili nell'eventuale procedimento a carico dei cinque indagati, qualora il parallelo procedimento in sede civile in corso, cioé l'accertamento tecnico preventivo sulla quantificazione dei danni e sui responsabili del crollo, non si concludesse con una transazione; transazione auspicata anche dal presidente del tribunale in sede di nomina del consulente tecnico d'ufficio ingegner Pierre Popoff, la cui relazione definitiva dovrebbe essere ormai quasi pronta.  In sostanza, dopo il crollo del Carrione sono partiti due procedimenti. Uno civile, l'altro penale. Per quanto riguarda la parte civile, già la bozza del perito ingegenr Popoff indicava il Comune come responsabile al 19,5%; e ora, nella loro denuncia, i cittadini invitano la Procura a tenere conto proprio della posizione di palazzo civico. Fra i cinque indagati con le ipotesi di reato di crollo doloso (articolo 434) e delitto colposo di danno (449), unificati dal 113 (cooperazione nel delitto colposo), vi sono due tecnici comunali, il direttore dei lavori, e i responsabili di cantiere delle ditte appaltatrici. Titolare dell'inchiesta è la pm Alessandra Conforti. Gli indagati per il crollo sono: Pietro Orsini, direttore dei lavori di risagomazione del Carrione; Nicola Festa, ingegnere dipendente comunale, nella sua qualità di direttore dei lavori insieme a Orsini (lo è stato dal luglio 2009, i cantieri aprirono a settembre, e fino al 3 febbraio 2010, quindi nove mesi prima del crollo); Sergio Altieri, ingegnere dipendente comunale, quale "rup" (responsabile unico del procedimento); Gian Luca Dei, direttore di cantiere per la ditta Coestra (appaltatrice dei lavori di risagomazione); Paolo Fredducci, di Firenze, della ditta Abc.  Attualmente è in fase di definizione la gara per completare l'abbattimento della palazzina pericolante, in modo da poter anche riaprire via Carriona. M.B.

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