Il Tirreno

Accalappiacani, concorso beffa dell'Asl

Accalappiacani, concorso beffa dell'Asl

Prima del crac lancia una selezione per due operatori, ora chiede ai Comuni di assumerli. Sconcertante appello della direttrice De Lauretis: noi stiamo tagliando i costi, prendeteli in carico voi a tempo indeterminato

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MASSA-CARRARA. Un posto di lavoro agognato, ricercato, inseguito, conquistato con regolare concorso: ma che ora rischia di essere vanificato perché l'Asl non ha soldi e non può permettersi di assumere i due "accalappiacani" per i quali aveva indetto apposita selezione. Ha davvero dell'incredibile e del paradossale la lettera che sta girando per i Comuni della Provincia.

In sostanza, nero su bianco, l'Azienda sanitaria locale numero 1 spiega ai Comuni di non potersi più permettere quei due accalappiacani. E allora lancia un appello: per favore assumeteli voi.

A scatola chiusa: per tutte le procedure garantisce l'Asl, per il pagamento a vita (le assunzioni erano previste a tempo indeterminato) devono però pensarci i Comuni, o il Comune che se ne dovesse fare carico, ben sapendo che le amministrazioni sono alle prese con blocco del turn-over, ristrettezze da patto di stabilità, problemi di bilancio.
Tutto nasce, spiega la direttrice De Lauretis ai Comuni (la lettera è arrivata nei giorni scorsi), con la delibera 109 del 2010: con quell'atto, l'Asl procedeva ad una selezione pubblica per operatori tecnici ai servizi veterinari (accalappiacani).

Ma ancora non era esploso il crack dell'Asl, ancora non c'era stato il commissariamento. La procedura selettiva era stata regolarmente fatta: poi però con delibera 72 del 2011, a seguito dello studio dei fabbisogni e anche perché secondo l'Asl in realtà le funzioni di accalappiacani competono in via primaria i Comuni con oneri a loro carico (su questo punto per la verità i Comuni non sono molto d'accordo, la legge regionale consentirebbe anche alle Asl di gestire il servizio), ecco che allora l'azienda ha deciso di soprassedere, revocando la precedente delibera di assunzione.

Da qui l'istanza affinché i Comuni possano andare all'assunzione diretta.
La lettera aperta, come accennato, è stata predisposta dall'Unità operativa politica e gestione del personale, di cui è direttore il dottor Gianluigi Ferri, e sottoscritta dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis.

Nel dettaglio, a spiegare tutto quello che è accaduto, è quindi la deliberazione numero 72, proposta sempre dal dottor Gianluigi Ferri alla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis, che ha come oggetto "Revoca della procedura di cui alla delibera nº 109/2010 concernente l'assunzione di operatori tecnici accalappiacani".

Da questo atto si ricostruisce che risale al 18 febbraio 2010 l'avviso pubblico per l'assunzione "a tempo indeterminato di numero due operatori tecnici categoria B, posizione economica Bs. addetti ai servizi veterinari (accalappiacani)". Si era proceduto alla selezione pubblica, mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento (disoccupati) che hanno presentato regolare domanda di partecipazione, definendola in data 23 novembre 2010.

Le motivazioni alla base di quella delibera 109 - si aggiunge - risiedevano sostanzialmente nella necessità di garantire ed implementare il servizio di igiene urbana, ed erano giustificate dal fatto che non erano presenti in azienda dipendenti in possesso dei requisiti professionali richiesti per la specifica funzione. Ma appunto, "a seguito del commissariamento dell'Azienda (avvenuto in data 12 ottobre 2010) ed al successivo avvicendamento degli organi di gestione, la Direzione Aziendale è impegnata in un corposo Piano di Rientro, in virtù del quale sono previsti, tra le altre misure di contenimento della spesa pubblica, anche interventi specificatamente mirati alla rivisitazione della dotazione organica con un'attenzione particolare alla misurazione degli effettivi fabbisogni di personale».

Insomma: prima del crack, problemi non ce n'erano. Ora, che bisogna stare attenti a tutto, e non si sa come dire ai due accalappiacani che non possiamo assumerli (l'impressione è che ci siano anche rischi vertenze), cari Comuni, pensateci voi. Ma un sì appare lontano.

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