Toscana
Nel mirino la gestione della Fondazione
Sindacati contro Pincione: quanti i soldi persi?
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CARRARA. I sindacati Fabi Fisac-Cgil di Massa-Carrara tornano all'attacco sul caso della minusvalenza potenziale milionaria nei conti della Fondazione Cassa di Carrara. «Ci uniamo a tutti coloro che si sono complimentati con il Presidente della Fondazione Cr Carrara per la splendida riuscita dell'evento dedicato alla avvenuta ristrutturazione di palazzo Binelli destinato a diventare il primo passo verso quello che viene indicato come nuovo risorgimento artistico e culturale della città - scrive il sindacato - Vogliamo però ricordare al presidente Pincione che nei suoi compiti non c'è solo quello di contribuire al miglioramento del patrimonio culturale cittadino ma principalmente quello di gestire in modo oculato l'importante patrimonio finanziario ereditato dalla sconsiderata vendita del 90% delle quote azionarie della nostra Banca al gruppo Carige». Aggiungono i sindacati bancari: «Probabilmente il presidente sarà stato troppo occupato nella direzione dei lavori da dimenticarsi di rispondere ai nostri quesiti, più volte proposti che instancabilmente torniamo a riproporre. A quanto ammontano le teoriche minusvalenze relative ad inopportune operazioni finanziarie speculative? Esistono titoli obbligazionari "tossici" in portafoglio? Se sIìa quanto ammontano? Erano stati acquistati titoli Lehmann Brother? Considerando solo l'imponente investimento in Unicredit ed Intesa San Paolo: 2,9 milioni di azioni Unicredit prezzo unitario 4,93 per un controvalore di 14,29 milioni, attualizzato a venerdì 24/6/2011 con l'azione crollata ad 1,36 l'investimento vale 3,9 milioni con una perdita di 10,4 milioni. Intesa San Paolo, 1,8 milioni di azioni acquistate ad euro 4,55 controvalore 8,19 milioni, valore dell'azione sempre al 24 scorso 1,70 controvalore 3,06 milioni. Perdita virtuale totale oltre 15,48 milioni. Confessiamo di essere molto preoccupati dal lungo e ostinato silenzio e non comprendendolo, signor presidente, le formuliamo il semplice quesito: a quanto ammontava il patrimonio della Fondazione al momento della sua nomina, a quanto ammonta ad oggi e di questo quanto è a rischio, e ancora a quanto si è ridotta la possibilità di operare sul territorio per ottemperare ai compiti istituzionalmente previsti dalla normativa vigente in materia di fondazioni bancarie? La invitiamo di nuovo a fare definitivamente chiarezza su quanto da noi ripetutamente richiesto al fine di suscitare un pubblico dibattito in cui potremo finalmente tranquillizzarci, se possibile, e dare una corretta e trasparente informativa a tutta la comunità», conclude il sindacato.
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