La manifestazione
Sgambetto Lega: aste dal 2016
Luca Cinotti
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Le spiagge di Marina sono a rischio di aste europee a destra Gianluca Pini della Lega Il provvedimento inserito nella legge Comunitaria sconvolgerà le spiagge
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VIAREGGIO. Non sappiamo dire se i balneari siano belli oppure no: di certo c'è, come cantava Antoine, che su loro continuano ad arrivare pietre, scagliate da più parti della politica. L'ultimo affondo sulla questione-Bolkestein è dell'altroieri: è stato presentato un emendamento alla legge comunitaria, in discussione alla Camera, che prevede una delega al governo per riordinare la questione del demanio. Prevedendo, dal 2016, modalità di affidamento nel rispetto - fra l'altro - di «principi di concorrenza e di libertà di stabilimento», Abbastanza perché - dalle parti dei balneari - si parli di via libera alle aste. Stoppato, finora, solo dall'harakiri della maggioranza proprio sul primo articolo della Comunitaria. Il rischio di trovarsi di fronte a un punto di svolta, comunque, è palpabile e concreto. A presentare l'emendamento, infatti, non è stato un peone qualunque, ma Ginaluca Pini, il relatore della legge. Insomma: se il provvedimento non avesse avuto lo stop inattesto di martedì, con tutta probabilità la proposta dell'onorevole romagnolo sarebbe stata approvata. Ma che cosa c'è scritto, in questa paginetta e mezzo? In primis, si conferma l'abolizione del rinnovo automatico, di sei anni in sei anni, delle concessioni, già contenuto nella prima stesura dell'articolo. Ma i problemi arrivano con il comma due, di nuovo inserimento. Con il quale si delega il Governo ad adottare, entro 15 mesi dall'entrata in vitgore della Comunitaria, un decreto legislativo che riordini tutta la materia. In particolare, si dovranno stabilire i limiti minimi e masismi di durata delle concessioni entro quali saranno le Regioni a fissare la durata. E poi, prevedere il modo di assegnazione sulla base - però - dei capisaldi della direttiva Bolkestein, fra i quali diritto di insistenza e principi di concorrenza. Il decreto dovrà poi disciplinare il tipo di titolo che verrà utilizzato: si parla o di concessione o (di nuovo) di diritto di superficie. Si prevede poi un "equo indennizzo" del concessionario: ma solo in caso di «revoca della concessione», con riferimento a un articolo ben preciso del codice della navigazione. Una limitazione che farebbe pensare che l'indennizzo non ci sia in caso di "perdita" della concessione a seguito di una gara. Ce n'è abbastanza perché - doprattutto dal Comitato no alle aste - si guardi con molta diffidenza a questo documento. Anche perché l'incontro con il ministro Raffaele Fitto non ha portato sostanziali novità e perché mai nell'emendamento Pini si fa riferimento alla deroga da chiedere in sede europea rispetto alla direttiva Bolkestein. Proprio quella che sarebbe, invece, la via maestra da seguire secondo l'opposizione, come ricorda la deputata democratica Raffaella Mariani: «Ma certo non possiamo barattare la deroga con una delega in bianco al Governo. Una delega che, peraltro, è scritta in maniera molto poco precisa, tant'è vero che noi del Pd, fossimo arrivati al voto, saremmo stati contrari. L'impressione, infatti, è che si voglia buttare fumo negli occhi rispetto alle richieste fatte dai balneari. Non è chiaro ad esempio, sulle gare, anche se sembra sottindenderle. E non è chiaro nemmeno sulla questione del diritto di superficie». Intanto, dal Comitato, arriva una richiesta ben precisa al presidente della Regione Enrico Rossi, anche a seguito di «notizie vere e presunte che talvolta coinvolgono anche la Regione Toscana. Come balneari abbiamo bisogno di chiarezza nell'ottica dell'impegno che Rossi si assunse nell'incontro del 3 maggio scorso, dal quale uscimmo molto soddisfatti».
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