La manifestazione
L'addizionale Irpef passa allo 0,3 per cento
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Lassessore Andreazzoli Era allo 0,1%, sui cittadini 1,4 milioni di euro di aggravio
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CARRARA. È stato approvato la scorsa sera in consiglio comunale il bilancio di previsione del 2011; contrari i quattro consiglieri del Pdl, i tre di Carrara prima di tutto e Silvia Vanelli di An verso il Pdl (ma è anche iscritta a Carrara Prima di tutto). La novità più importante è senz'altro rappresentata dall'aumento dell'addizionale Irpef, che passa dallo 0,1% allo 0,3%, per permettere all'amministrazione di fare cassa e affrontare, almeno in parte, gli ingenti tagli da parte del Governo. «Una scelta obbligata» commenta l'assessore al bilancio Giuseppina Andreazzoli. «Mettere mano alle tasche dei cittadini non è mai piacevole, ma la situazione della finanza locale non è bella e l'alternativa era andare a tagliare i servizi». Nel 2011, infatti, il Comune ha a disposizione 4 milioni e 700 mila euro in meno rispetto al 2010. Questi soldi saranno recuperati con un taglio di 800mila euro alle spese (non sono stati toccati il settore educativo, il sociale e l'ambiente), tramite la rinegoziazione dei mutui (altri 800mila euro) e con le alienazioni (un altro milione e mezzo di euro). L'aumento dell'addizionale Irpef permetterà al Comune di incassare un milione e quattrocentomila euro, soldi che, in alternativa, «sarebbero stati sottratti ai servizi» spiega l'assessore. Tuttavia, tramite una modifica del regolamento sull'accertamento con adesione e di quello sull'accertamento delle entrate tributarie, le entrate tributarie potranno essere rateizzate fino ad un massimo di sessanta mesi. «È un'iniziativa a cui teniamo molto - aggiunge l'assessore - e riguarda ogni tipo di tributo. Il cittadino potrà rateizzare, purché ovviamente rispetti il pagamento delle rate e, a seconda delle cifre in ballo, dia adeguate garanzie». Il capogruppo del Pd Carlo Martini elogia la scelta dell'assessore: «Quando si vanno a toccare le tasche dei cittadini non è mai una bella cosa, ma è stato necessario. I Comuni hanno già fatto il possibile per contenere la spesa. Cerchiamo di non tagliare i servizi e di risparmiare su altro». L'opposizione, invece, fa muro compatto contro la manovra. Dice Lanmarco Laquidara del Pdl: «Il nostro Comune dice di non avere soldi per realizzare gli interventi necessari per avviare un nuovo sviluppo. Ma nessuno ha mai pensato, per esempio, a che cosa si sarebbe potuto fare e che cosa si potrebbe ancora fare se in questi anni non avessimo sperperato montagne di denaro nella ricapitolizzazione di pozzi senza fondo come Gaia, Cermec e Cat?». Su questo punto insiste anche Simone Caffaz di Carrara prima di tutto: «Siamo fra i Dieci comuni con la spesa corrente procapite più alta d'Italia. Quasi il 40% della spesa procapite viene investita nelle municipalizzate, bisognava recuperare da lì: è questo il grande buco nero. Inoltre, le municipalizzate, rigonfiate dal pD, hanno un terzo di dipendenti in più». «Mi chiedo - continua Caffaz - cosa sia potuto accadere di così grave da violare il patto con gli elettori. Infatti, nel 2007, nel programma elettorale dell'attuale amministrazione c'era l'impegno di non aumentare le tasse. Impegno ribadito non più tardi del novembre scorso dall'assessore Andreazzoli». La diretta interessata ribatte: «Nel 2008 potevamo già aumentare l'addizionale ma non lo abbiamo fatto. Ora siamo stati costretti. Se all'inizio i tagli potevano riguardare una serie di spese, adesso si vanno ad eliminare spese essenziali». Ma quindi, in futuro, ci saranno altri aumenti sulle tasse? «Non me la sento di fare promesse in questo senso perché nel 2012 arriveranno altri tagli ai Comuni e lì, davvero, non si saprà più cosa andare a tagliare». Durante il consiglio comunale si è presentato anche Carlo Baratta, esponente del Movimento 5 Stelle, per chiedere l'approvazione di una mozione di solidarietà per le popolazioni della Val di Susa, in lotta contro la costruzione della Tav. Tuttavia, visto che durante la serata d'approvazione del bilancio non è possibile presentare mozioni, il testo è stato rimandato alla prossima seduta. S.L.
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