Proteste
Bagnone fa causa al gestore idrico
Andrea Bonatti
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Una veduta di Bagnone Il vicesindaco: ci deve oltre 300mila euro, il nostro bilancio non ce la fa
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BAGNONE. «Così non si può più andare avanti, se non cambia qualcosa saremo obbligati a fare tagli sugli stipendi del personale comunale»: sono le parole di Carletto Marconi, vicesindaco di Bagnone, che fotografano la difficile situazione del bilancio. Marconi spiega che «il Comune non ha più possibilità di indebitamento» dopo l'ultimo prestito dalle banche: circa 110.000 euro che sono serviti per la ricapitalizzazione di Gaia spa. E proprio nei confronti della società che gestisce la rete idrica, la giunta comunale ha deciso il 5 maggio di quest'anno di ricorrere alle vie legali per recuperare un credito di circa 385.000 euro che vanta verso il gestore dell'acquedotto. E che sono frutto di una situazione che si trascina ormai dal 2005: dal primo gennaio di quell'anno, diventando il gestore del servizio idrico, Gaia avrebbe dovuto accollarsi i mutui che erano stati accesi dal Comune per compiere lavori ad acquedotti e rete fognaria. Ma, come si legge nella delibera comunale del 5 maggio, "dal 2005 ad ora la Società G.A.I.A. S.p.a. ha versato al Comune solo un piccolo acconto sull'ingente somma dovuta, creando non poche difficoltà di cassa, sopperite con onerosa anticipazioni di tesoreria". Il piccolo acconto versato, spiega ancora il vicesindaco, ha riguardato una parte dei venticinquemila euro dovuti il primo anno, poi i pagamenti si sono interrotti. Nessun versamento nei tre anni successivi, con cifre attorno ai cinquantamila euro ciascuno, così come nessun rimborso dal 2009 ad oggi, settantacinquemila euro annui. Le rate non caleranno prima del 2016, quando il mutuo più esoso dovrebbe essere già definitivamente estinto. «Siamo riusciti a chiudere il bilancio di previsione 2011 solo attingendo ad un anticipo di cassa di 270.000 euro per oneri di urbanizzazione» spiega ancora Marconi. Questo il quadro della situazione che ha portato ad una decisione forte. Una cifra troppo alta per un Comune di circa duemila anime, il cui ultimo bilancio era di 3 milioni di euro. Di cui la metà vanno via solo in spese per il personale, che quindi si troverebbe colpito per primo dalla scure di eventuali tagli. Si legge nella delibera: "tale situazione non può essere ulteriormente sostenuta anche in ordine alla necessità di effettuare ulteriori pagamenti, a cadenza semestrale, delle rate dei mutui in ammortamento, fino alla loro estinzione che rendono la somma da rimborsare vieppiù insopportabile rispetto alle modeste disponibilità dell'Ente, con pericolo addirittura di sospensione, per indisponibilità di cassa, del pagamento delle competenze al personale dipendente". Il problema si presenterà già alla fine del prossimo mese, quando ci saranno altre rate da saldare. Da qui la decisione di "procedere per il recupero coattivo dei crediti, mediante conferimento di apposito incarico legale, a tutela degli interessi dell'Ente", come recita la delibera. Ovvero di affidarsi ad uno studio legale di Carrara, svela il vicesindaco, per riuscire ad ottenere da Gaia che quantomeno inizi a provvedere da oggi in poi alle incombenze, fermo restando la necessità di un piano di rientro del debito pregresso con il Comune. «Non abbiamo nessun preconcetto di natura politica verso Gaia, che è un'azienda in cui crediamo e abbiamo sempre creduto - dice - e lo dimostra il fatto che siamo stati tra quelli che hanno partecipato alla ricapitalizzazione. Ma così non possiamo proprio più andare avanti".
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