Sicurezza
Inchiesta sui soccorsi tardivi
I bagnini rischiano l'accusa di omicidio colposo
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CARRARA. Potrebbero vedere il loro nome e cognome iscritto sul registro degli indagati per omicidio colposo i bagnini che avevano il compito di sorvegliare il tratto di mare, fra gli stabilimenti Florida e Lydia. Proprio là dove lunedì pomeriggio è morto annegato, dopo essere scomaprso nell'acqua a una decina di metri da riva, il tredicenne senegalese Aliou Mbengue. Al momento, assicura il procuratore capo Aldo Giubilaro, non ci sono indagati. Perchè la vicenda è ancora tutta da ricostruire e quindi- spiega il magistrato - è impossibile formulare alcuna ipotesi di reato. Prima bisogna sapere con certezza cosa è accaduto poco dopo le quattro e mezzo, in quel mare, piatto, davanti al Florida. Ed è proprio di questo che si sta occupando la Capitaneria di porto: già da ieri sono sfilati i testimoni. Chiunque fosse presente in spiaggia, e identificato, o avesse preso parte ai soccorsi è stato sentito con attenzione. Nessun dettaglio è stato trascurato. Adesso il nodo da sciogliere è quello dei tempi dei soccorsi: sono davvero stati immediati, come affermano alcuni degli operatori della sorveglianza, o è stato fatto passare troppo tempo, non prendendo sul serio l'allarme lanciato dal ragazzino che stava facendo il bagno con Aliou prima della tragedia e lko ha visto scomparire in acqua nel giro di pochi istanti? Le indagini. Dalla Capitaneria il messaggio è chiaro. «Sono in corso indagini e verifiche per ricostruire le dinamiche dell'evento. E accertare eventuali responsabilità»: si limita a dichiarara il capitano di fregata Battaglini. Un resoconto di quanto accaduto fra le 16 e 30 e le 18 di lunbedì pomeriggio. E, soprattutto, quanto tempo è trascorso fra l'allarme e l'arrivo dei soccorsi. La Procura aspetta il rapporto della Capitaneria. «Prima di poter stabilire un'eventuale ipotesi di reato bisogna capire cosa è successo. Se è stato cercato aiuto, da chi e quali siano stati i tempi». È questa la dichiarazione del procuratore capo Aldo Giubilaro che, assicura, ad oggi non c'è nessuno iscritto sul registro degli indagati. Ma per i bagnini, in quanto addetti al salvamento in spiagge private, potrebbe profilarsi l'ipotesi di omcidio colposo qualora venisse accertato che i soccorsi si sono mossi in ritardo. A.V.
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