Il Tirreno

Con 2.500 euro puoi abitare nella soffitta

Cinzia Carpita
Un sottotetto che può diventare abitabile e sotto una veduta di Pontremoli
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Un sottotetto che può diventare abitabile e sotto una veduta di Pontremoli

Il consiglio di Pontremoli approva: utilizzo dei sottotetti pagando gli oneri di urbanizzazione

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 PONTREMOLI. Sottotetti e soffitte da ora in poi anche a Pontremoli potranno essere resi abitabili. Il consiglio comunale all'unanimità ha l'altra sera recepito la legge regionale 5/2010 ("Norme per il recupero abitativo dei sottotetti"). Ma per le trasformazioni, bisogna pagare il dovuto alle casse municipali: mediamente, facendo un esempio di amssima, per 60 metri quadrati da inglobare nel resto della superficie abitabile di una casa, si spenderanno circa 2.500 euro di oneri di urbanizzazione.  Secondo le tabelle comunali, 2,13 euro a mc. in zona A per gli oneri primari, mentre quelli secondari salgono a 6,45, più c'è da pagare il costo di costruzione, di circa 30 euro a metro quadro.  La trasformazione della soffitta è consentita solo per i sottotetti già esistenti a quando è uscita la legge regionale n. 5 dell'8 febbraio 2010, o che erano in via di realizzazione a quell'epoca.  Per far salire i sottotetti al rango di vano abitabile, occorre presentare una Dia, dichiarazione di inizio lavori, e versare al Comune i relativi oneri di urbanizzazione. Fra i requisiti, per i quali il Comune ha interpellato l'Asl, il locale deve avere un preciso rapporto tra altezze e volumi d'aria previsti dalle norme sanitarie, e ciò servirà anche a calcolare le dimensioni delle finestre. Si potranno aprire lucernari sul tetto.  Insomma, una rivoluzione abitativa, che risparmia l'occupazione di nuovo suolo: cioè nessun allargamento delle case, ma l'utilizzo delle soffitte nel contesto abitativo esistente.  Il vice sindaco Pietro Camillo Cocchi, spiega che «l'altezza di mt. 2,70 è ridotta a 2,30 per le zone vivibili e a 2,10 per ripostigli e bagni. Per l'aero-illuminazione sono stati abbattuti gli indici. La legge va incontro al cittadino e permette non solo di recuperare spazi senza occupare altro suolo, ma anche di dare maggiore valore agli immobili. Non vanno fatti grossi progetti, basta la Dia. Nel centro storico e nelle case di campagna, ci sono numerosissime soffitte».  Di solito vengono utilizzate solo come tali, ossia per accatastarci robe vecchie; ma se qualcuno le ha già rese abitabili, da ora può regolarizzare il tutto.  «Abbiamo avuto - dice Cocchi - molte domande di cittadini e di professionisti che chiedevano perché il Comune non aveva ancora adottato la legge regionale. Pertanto ora ci aspettiamo un bel numero di Dia, sia di persone che intendono rendere abitabili i loro sottotetti, sia di chi intende regolarizzare soffitte già abitate».  C'è una previsione di introito degli oneri di urbanizzazione? «Per ora no. Al momento, come nuova amministrazione, siamo soddisfatti della decisione politica unanime. Alcune Regioni hanno inserito norme ad esempio sulla realizzazione di scale, o di parcheggi (Liguria ed Emilia Romagna), ma questo vincolo limita gli interventi edilizi; la Toscana non lo ha contemplato».  La nuova amministrazione, dice il vice sindaco, con l'approvazione avvenuta nel primo consiglio dopo l'insediamento ufficiale, «intende dare un segnale forte. E questo vale anche per il nuovo piano strutturale che vorremmo presentare entro l'autunno. Il veccho piano è scaduto nel 2007 e siamo in regime di salvaguardia. Il Settore urbanistico edilizio è bloccato, a parte qualche piccola variante. Ora abbiamo ripreso in mano tutto, ricontattato gli architetti a cui la vecchia amministrazione aveva affidato l'incarico e proseguiremo con questi professionisti. Non vogliamo nuovo cemento, ma recuperare il patrimonio edilizio esistente in città e nelle frazioni. Ci sono tante domante di variazione di destinazinoe d'uso in zone agricole: non vogliamo palazzi a sei piani, ma cerchieremo di sistemare il patrimonio. Non c'è bisogno di grandi lottizzazioni, dobbiamo anche pensare alla zona industriale, e abbiamo bisogno di un grande albergo con sala congressi, il territorio ha spazi. A meno che non venga riaperto il Golf Hotel (riparleremo con i proprieteri), - spiega Cocchi - ora quando a Pontremoli vengono fatti convegni, poi la gente la mandiamo a dormire ad Aulla. Certo, non è facile trovare imprenditori disposti a investire qui, se non rendiamo più appetibile il territorio che è bellissimo. Se non sblocchiamo il piano strutturale non potremo fare granché».

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