Italia
Cermec, ipotesi commissariamento
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LIMPIANTO. Un mezzo al lavoro al Cermec in una foto darchivio Un amministratore straordinario per tentare il salvataggio dell'azienda
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MASSA. Siamo al conto alla rovescia: il Cermec ha soltanto 24 ore. La legge parla chiaro: i bilanci vanno approvati entro il 30 aprile. In casi straordinari, la data può slittare al 30 giugno. Ci siamo, la società di smaltimento rifiuti non può perdere un secondo. Senza contare che un problema grosso rimane: 30 giorni prima dell'approvazione da parte dell'assemblea (l'adozione del cda è solo uno step) il bilancio deve arrivare nelle mani del collegio dei revisori. A ritardo, quindi si accumula ritardo. E, nel caos totale, con i lavoratori in stato d'agitazione, si fa avanti l'ipotesi del commissariamento. A parlarne per primo è stato il fiscalista Giulio Andreani. Ma ad un soggetto con poteri straordinari fa oggi riferimento anche Sel. Sui termini, serve chiarezza. Perché il commissario può nominarlo solo il tribunale, su richiesta del Pm, e di fronte ad una società in stallo. È vero però che i soci potrebbero rinnovare il cda o decidere per un amministratore (e non commissario) straordinario a cui attribuire i poteri per rimettere in piedi - se ancora possibile - la società. A lanciare l'allarme oggi sono i capigruppo di maggioranza che "esprimono preoccupazione anche per l'assenza dei due cosiglieri rappresentanti il comune di Carrara nella seduta dell'ultimo cda, tenuto conto che i due, in quanto membri anche del precedente cda, sono certamente ben documentati e, per tanto, in grado di dare la loro approvazione». Lo sguardo è rivolto ai soci perché «facciano il possibile per scongiurare la chiusura dell'azienda», con un occhio di riguardo al Comune di Massa e al sindaco perchè «intraprenda tutte le azioni utili al proseguimento dell'attività e al mantenimento dei posti di lavoro, avviando al contempo - questa la vera sfida - un risanamento della società». Più forti le parole di Sel che punta il dito contro Carrara: «Bosetti è stato nominato con due anni di ritardo per le forti resistenze della precedente gestione, figlia di un vecchio quadro politico, e della passività del sindaco di Carrara. La nuova presidenza ha portato alla luce l'enorme debito e le irregolarità gestionali e amministrative, ha attivato tutele legali e predisposto un piano di risanamento. Il comportamento dei consiglieri che hanno fatto mancare più volte il numero legale e impedito l'approvazione del bilancio è di una gravità estrema. Così si va incontro al fallimento dell'azienda, alla messa in mobilità dei lavoratori, alla paralisi con il conseguente "effetto Napoli". Qualora non fosse approvato alcun bilancio o si approvasse, in un cda decapitato, un bilancio che rovescia la linea di trasparenza si dovrà procedere allo scioglimento degli organi e all'avvio di una procedura di commissariamento. Dal punto di vista politico - continua Sel - il sindaco di Carrara e il Presidente della Provincia si assumeranno la responsabilità se non sosterranno l'azione di risanamento avviata da Bosetti». Tutto dovrà decidersi entro domani, l'alternativa è il tribunale. (C.S.)
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