Attenzione
Protesta contro l'Asl, traffico in tilt
Chiara Sillicani
Parcheggia l'ambulanza in viale Trieste: «Tagli al soccorso cave». L'azienda smentisce
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MASSA. Decine di persone si precipitano verso il ponte Trieste, affaticate in una mattinata torrida. Tutto fa pensare al peggio: traffico bloccato, divise di carabinieri, polizia e vigili urbani. E soprattutto un'ambulanza. Proprio a bloccare l'incrocio. Chi abita da quella parti non perde un attimo, teme che possa essere accaduto qualcosa di grave a parenti o amici. Poi si sente rispondere: nessun incidente, questa è una protesta. La protesta di Enrico Ricci, autista della Croce Bianca, contro l'Asl o contro quelli che - ai suoi occhi - sono tagli dell'azienda sanitaria al soccorso cave.
Città bloccata per un'ora. Ricci è persona nota in città: da oltre 10 anni lavora per la pubblica assistenza, ma il suo è un viso conosciuto soprattutto per la militanza nei Carc. Sono le 10 e 30 quando, ieri mattina, decide di "parcheggiare" l'ambulanza proprio all'incrocio tra via Bassa Tambura e viale Trieste. Scende dal mezzo e toglie tutto quello che si trova all'interno: via la lettiga, via la strumentazione per misurare la frequenza cardiaca, via gli estintori. Tutto viene utilizzato per chiudere, a mo' di barriera, le strade; anche in via dei Margini non si transita più. Scoppia il caos, la città è bloccata: la montagna non è più collegata al centro. Chi vive di là dall'acqua - come si dice a Massa - si incolonna sul ponte e, dopo minuti di attesa, tenta l'inversione. In coda c'è anche l'autobus.
Due versioni contrastanti. Ricci non se ne va, nonostante gli automobilisti inferociti. A mandarlo su tutte le furie - spiega - «è la sospensione del soccorso cave a Canevara». E ricostruisce la mattinata: lavora al punto di emergenza territoriale, nelle ex scuole del paese. Il servizio è gestito dall'Asl e dell'Asl è l'ambulanza 4x4. La Croce Bianca, in base ad una convenzione, fornisce l'autista, Enrico Ricci, appunto. Che ieri arriva al lavoro e nota - così riferisce - che qualcosa no va: l'ambulanza non frena bene. E assicura di aver «chiesto più volte un intervento all'azienda sanitaria per i mezzi usurati». Ricci avvisa l'Asl e il dottor Roberto Vatteroni, direttore della centrale operativa 118, decide di sospendere l'attività dell'ambulanza. Il mezzo deve tornare al parcheggio della Croce Bianca di viale Democrazia.
Ma Enrico Ricci vuol far sentire la sua voce e lo fa bloccando il traffico. Ai cronisti parla di una protesta della Croce Bianca, ma presto è chiaro che si tratta di una decisione personale: Giuseppe Bertola, presidente dell'associazione, è su tutte le furie e si lascia sfuggire qualche parola di troppo: «Io adesso prendo provvedimenti». Ma l'arrivo del presidente dà una svolta alla protesta: Ricci abbandona l'incrocio (sono passate le 11 e 30) - grazie anche alla mediazione delle forze dell'ordine - e raggiunge il Comune per parlare con il sindaco. Pochi munuti perché la questione - spiega Pucci - riguarda l'Asl.
La versione dell'Asl. L'azienda sanitaria, da parte sua, racconta tutta un'altra storia. Il dottor Vatteroni chiarisce, prima di ogni altra cosa, che non si tratta di sospensione, ma di rimodulazione del servizio dopo la comunicazione di un problema ai freni. Il soccorso alle cave, in caso di necessità, sarà garantito dal «mezzo Charlie 1 (ambulanza con medico a bordo ndr), in collaborazione con l'elisoccorso e con l'ambulanza del punto di emergenza territoriale di Colonnata (riferimento per il soccorso cave a Carrara)». Niente a che vedere con la voragine nei conti dell'azienda - almeno secondo l'Asl - solo la riorganizzazione di un servizio. Vatteroni aggiunge: «L'ambulanza (quella guidata da Ricci ndr) ha lavorato presso un'altra medicheria e nessuno ha segnalato disservizi».
Non solo, quell'ambulanza a Canevara sarebbe arrivata solo provvisoriamente: «Noi abbiamo anche un mezzo in più - spiega Vatteroni - con le caratteristiche adatte per raggiungere le cave, ma è in fase di revisione». Due versioni diverse, una città nel caos e l'autista che rischia - oltre ai provvedimenti della Croce Bianca e dell'Asl - la denuncia per interruzione di pubblico servizio.
Città bloccata per un'ora. Ricci è persona nota in città: da oltre 10 anni lavora per la pubblica assistenza, ma il suo è un viso conosciuto soprattutto per la militanza nei Carc. Sono le 10 e 30 quando, ieri mattina, decide di "parcheggiare" l'ambulanza proprio all'incrocio tra via Bassa Tambura e viale Trieste. Scende dal mezzo e toglie tutto quello che si trova all'interno: via la lettiga, via la strumentazione per misurare la frequenza cardiaca, via gli estintori. Tutto viene utilizzato per chiudere, a mo' di barriera, le strade; anche in via dei Margini non si transita più. Scoppia il caos, la città è bloccata: la montagna non è più collegata al centro. Chi vive di là dall'acqua - come si dice a Massa - si incolonna sul ponte e, dopo minuti di attesa, tenta l'inversione. In coda c'è anche l'autobus.
Due versioni contrastanti. Ricci non se ne va, nonostante gli automobilisti inferociti. A mandarlo su tutte le furie - spiega - «è la sospensione del soccorso cave a Canevara». E ricostruisce la mattinata: lavora al punto di emergenza territoriale, nelle ex scuole del paese. Il servizio è gestito dall'Asl e dell'Asl è l'ambulanza 4x4. La Croce Bianca, in base ad una convenzione, fornisce l'autista, Enrico Ricci, appunto. Che ieri arriva al lavoro e nota - così riferisce - che qualcosa no va: l'ambulanza non frena bene. E assicura di aver «chiesto più volte un intervento all'azienda sanitaria per i mezzi usurati». Ricci avvisa l'Asl e il dottor Roberto Vatteroni, direttore della centrale operativa 118, decide di sospendere l'attività dell'ambulanza. Il mezzo deve tornare al parcheggio della Croce Bianca di viale Democrazia.
Ma Enrico Ricci vuol far sentire la sua voce e lo fa bloccando il traffico. Ai cronisti parla di una protesta della Croce Bianca, ma presto è chiaro che si tratta di una decisione personale: Giuseppe Bertola, presidente dell'associazione, è su tutte le furie e si lascia sfuggire qualche parola di troppo: «Io adesso prendo provvedimenti». Ma l'arrivo del presidente dà una svolta alla protesta: Ricci abbandona l'incrocio (sono passate le 11 e 30) - grazie anche alla mediazione delle forze dell'ordine - e raggiunge il Comune per parlare con il sindaco. Pochi munuti perché la questione - spiega Pucci - riguarda l'Asl.
La versione dell'Asl. L'azienda sanitaria, da parte sua, racconta tutta un'altra storia. Il dottor Vatteroni chiarisce, prima di ogni altra cosa, che non si tratta di sospensione, ma di rimodulazione del servizio dopo la comunicazione di un problema ai freni. Il soccorso alle cave, in caso di necessità, sarà garantito dal «mezzo Charlie 1 (ambulanza con medico a bordo ndr), in collaborazione con l'elisoccorso e con l'ambulanza del punto di emergenza territoriale di Colonnata (riferimento per il soccorso cave a Carrara)». Niente a che vedere con la voragine nei conti dell'azienda - almeno secondo l'Asl - solo la riorganizzazione di un servizio. Vatteroni aggiunge: «L'ambulanza (quella guidata da Ricci ndr) ha lavorato presso un'altra medicheria e nessuno ha segnalato disservizi».
Non solo, quell'ambulanza a Canevara sarebbe arrivata solo provvisoriamente: «Noi abbiamo anche un mezzo in più - spiega Vatteroni - con le caratteristiche adatte per raggiungere le cave, ma è in fase di revisione». Due versioni diverse, una città nel caos e l'autista che rischia - oltre ai provvedimenti della Croce Bianca e dell'Asl - la denuncia per interruzione di pubblico servizio.
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