Sicurezza
Immobili fantasma, arriva il salasso
Cinzia Carpita
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Una panoramica delledilizia esistente dai monti al mare nel territorio comunale Già scoperti 9.000 non accatastati, e per i nuovi clandestini multe da 8mila euro
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CARRARA. Chi si fa la casa e non lo dice, da ora rischia sanzioni fino a 8mila euro per il mancato accatastamento. Ma anche coloro che entro il 30 aprile non hanno scelto la via della sanatoria agevolata, devono preoccuparsi perché non avranno multe ridotte, ma caricate delle spese sostenute dall'Agenzia del Territorio per effettuare i calcoli delle rendite presunte, più 4 anni di imposte arretrate (cioè dal 2007). Sono oltre novemila gli immobili fantasma nella nostra provincia. Cioè non accatastati, secondo gli accertamenti dell'Agenzia del Territorio, che sta ancora proseguendo le verifiche. Non si conosce ancora la forbice fra i proprietri di case, magazzini, autorimesse o altro a Massa Carrara, che entro il 30 aprile scorso stabilito dalla legge (ma slittato al 2 maggio per questioni di festività) hanno regolarizzato la situazione (aderendo alla sanatoria fiscale che consente di pagare sanzioni ridotte), e chi non lo ha fatto per cui l'Agenzia calcolerà rendite presunte. Ma intanto c'è la nuova tegola che sta per cadere sugli inadempienti che secondo la normativa che entrerà in vigore il primo luglio, non accatesteranno l'immobile nuovo entro 30 giorni dalla fine dei lavori (cioè da quando diventerà abitabile o utilizzabile). In questo caso (cioè se non verrà presentato entro i termini il documento detto Docsa) sono previste maxi sanzioni, 4 volte superiore di quella massima attuale che è di circa 2000 euro. Le case fantasma. Per quanto riguarda gli immobili fantasma, l'agenzia del territorio attraverso l'indagine nazionale di fotoidentificazione (foto aeree) ne ha scovati nella nostra provincia 9.366 (1.132 a Carrara), e fra il gennaio 2008 e l'aprile 2011 ha accertato, tramite sopralluoghi e altri dati, che 4.513 non erano dichiarati e quindi avrebbero dovuto essere accatastati, mentre sono ancora da accertare 4.853 immobili "sospetti fantasmi". Molti potrebbero essere ruderi o costruzioni comunque prive di requisiti per l'accatastamento. Nella graduatoria toscana del "mattone clandestino", per numero di casi individuati siamo al settimo posto, fra il record di Arezzo (22.000) e il minimo di Prato (1.800). Siamo comunque ben lontani dai picchi di altre province italiane, prima fra tutte Salerno con oltre 100mila costruzioni non accatastate. Nel bilancio comunale solo previsioni con i piedi per terra. Domanda all'assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli: il Comune ha tenuto conto, stilando il bilancio di previsione 2011, delle possibili ulteriori entrate Ici, considerando i proprietrari che nel frattempo si fossero messi in regola accatastando gli immobili fantasma e quindi assoggettandosi anche al pagamento dell'Imposta comunale sui fabbricati? E ha fatto qualche previsione sul "sommerso" che potrebbe essere oggetto di rendita presunta da parte dell'Agenzia del Territorio? Risposta: «No, ci sono ancora molte incertezze sui risultati definitivi. Dobbiamo aspettare, non possiamo al momento inserire cifre sicure, relative all'Ici, nelle entrate di bilancio rispetto a questo settore, e comunque saremo sempre in tempo a inserirle nel corso dell'anno». Insomma, comportamento prudente, in attesa di un quadro più chiaro della situazione. L'Agenzia del territorio, al 30 aprile scorso, ha fornito dati nazionali, secondo i quali in 1.065.484 di particelle di Catasto-terreni su cui è stato completato l'accertamento (rispetto a 2.228.143 particelle fotoidentificate) nella metà dei casi gli immobili contenuti in esse non era accatastabile, ma per oltre 500mila unità immobiliari urbane la regolarizzazione (l'autodenucia per la sanatoria) ha prodotto un incremento di rendita catastale di 400 milioni di euro. Sul milione di "particelle" ancora da accertare, dal 2 maggio è partito un processo di attribuzione di rendita presunta. Per chi ha fatto scadere il termine del 2 maggio per regolarizzarsi, le rendite a carico varranno dal 2007: che vuol dire 4 anni di arretrati, multe e interessi. Per i Comuni significa più entrate Ici (non sulla prima casa), mentre lo Stato incasserà di più su Irpef e altre imposte dirette, grazie ai resoconti dell'Agenzia del Territorio, che sta compiendo un lavoro certosino. Ma proprio in attesa di dati definitivi per il nostro Comune, l'assessorato non ha voluto rischiare di inserire a bilancio somme ipotetiche. Altro problema, concreto, che si potrebbe presentare è l'eventuale accertamento di case fantasma in aree non edificabili, quindi in contrasto con lo strumento urbanistico locale, e non accatastate in quanto abusive: in questo caso, l'ente locale si troverebbe a dover decidere l'eventuale abbattimento della costruzione clandestina. I fabbricati di nuova costruzione. Se per le case fantasma identificate negli anni scorsi, c'è il meccanismo di sanatoria agevolata, la mannaia si abbatterà invece (per la nuova normatiche che entra in vigore il primo luglio) su chi, costruendo un nuovo immobile non lo accatasterà entro 30 giorni dalla fine dei lavori: maxi sanzioni scatteranno «se la violazione dei predetti obblighi è stata commessa a partire dal primo maggio 2011», dice la circolare dell'Agenzia del Territorio, n. 4 del 29 aprile 2011. Ma la data di partenza, è stata poi posticipata al primo luglio con D.L. 70/2011. Pertanto le multe per il ritardato accatastamento dal primo luglio quadruplicano: la minima passa da 258 euro a 1.032 euro e la massima sale da 2.066 euro a 8.264. Ma il salasso non è retroattivo. Per chi ha commesso l'irregolarità del mancato accatastamento prima dell'entrata in vigore della norma, saranno applicati gli importi vigenti fino al 30 aprile 2011. Ergo: conviene mettersi in regola.
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