Il dolore
I saldi anticipati? «Ci rovinano»
Giulia Stefanini
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Negozi del centro di Massa durante i saldi della stagione passata Commercianti scontenti, ma c'è chi fa già gli sconti. Anche via sms
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MASSA. No ai saldi anticipati. La maggioranza dei commercianti di Massa risponde così alla delibera regionale che anticipa le vendite promozionali al 2 luglio, nel bel mezzo della stagione estiva. Ma molti negozi hanno già cominciato le ruduzioni comunicandolo via sms ai clienti. Divide la scelta dalla regione Toscana sul commercio e soprattutto sui saldi. Con la delibera numero 413 del 23 maggio scorso Firenze ha deciso di variare la data di inizio dei saldi, allo scopo di uniformare date e scadenze, soprattutto tra regioni confinanti o vicine. In realtà, c'è da dire che tra i commercianti c'è già chi ha pensato di anticipare le vendite promozionali - come accade anche nella vicina Versilia - attraverso strategie a chiamata o via sms, che informano i clienti di ribassi o sconti speciali, praticati almeno due settimane prima dell'inizio ufficiale dei saldi. Un escamotage - poco ortodosso per la verità e criticato da molti esercenti - che viene usato per sopperire al diffuso calo delle vendite e alla crisi dilagante che sta mettendo ko il commercio, e non solo a Massa. E se un tempo i saldi iniziavano per tutti a fine luglio, come ci ha detto un commerciante, adesso dal 2 luglio parte la corsa all'affare. «Siamo al paradosso; siamo noi stessi commercianti a rovinare il mercato, ci ha detto un contrariato Alfredo Lazzarelli, che ha poi rilanciato «sì al mercato libero a favore dei clienti, con sconti e ribassi in vari periodi dell'anno decisi dagli stessi commercianti che scelgono anche quando aprire e quando no». La titolare del negozio Nosotros in via Ghirlanda vorrebbe abolire i saldi o, al limite, farli solo per quindici giorni all'anno. «Non aiutano il commercio, ha detto, le vendite si concentrano solo in quel periodo, ma nel resto dell'anno si fatica ad andare avanti». I negozi Pura Vida e Mercurio dicono no al saldo in anticipo e vi si associa anche un'altra catena di abbigliamento giovane che si lamenta di questa partenza anticipata che, di fatto, tiene bloccate le vendite perché cade nel bel mezzo della stagione estiva. Tra i dissidenti però si inseriscono anche delle voci favorevoli al saldo anticipato: Valentino, ad esempio, dice sì alle promozioni in anticipo e propone la liberalizzazione del commercio. D'accordo all'anticipo dei saldi anche Max &Co, Timberland e Rossella Carrara che hanno notato un incremento delle vendite del 50% e oltre. Insomma, servirà l'anticipo delle vendite di fine stagione al 2 luglio per dare un po' di ossigeno al settore e far ripartire gli acquisti? Staremo a vedere. Certo, molto dipenderà anche dall'arrivo dei turisti e dai cartellini esposti nelle vetrine dei negozi. C'è da dire infatti che negli ultimi due anni c'è stato un ridimensionamento dei prezzi, che avevano subìto un'impennata dopo l'avvento dell'euro. E anche di quello si stanno ancora scontando gli effetti. Certo che la concorrenza delle grandi catene presenti in gran numero in tutto il territorio toscano rende sempre più difficile la sopravvivenza dei negozi «vecchio stile». Probabilmente a spuntarla saranno i più creativi e i più attenti alle tendenze.
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