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Scoglio nella trattativa per Nca i sindacati: no a nuova mobilità dopo quella volontaria
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Una veduta dei Nuovi Cantieri Apuania Ma l'azienda non ci sta. Mor: non possiamo ipotecare il futuro Non c'è rottura, l'incontro è stato aggiornato al 5 luglio
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CARRARA. Dialogo avviato fra vertici Nca e sindacati sulla mobilità volontaria, ma l'incontro di ieri è stato aggiornato al 5 luglio, perché i rappresentanti dei lavoratori hanno posto una clausola che l'azienda non si sente di sottoscrivere: non avviare altri procedimenti di mobilità dopo questo, finché c'è Invitalia e c'è lavoro. Nessuna rottura della trattativa, il tavolo è aperto per arrivare a un accordo pieno. Il 7 luglio l'amministratore di Nca, Luigi Mor, presenterà il piano di riorganizzazione aziendale. I commenti dei sindacalisti. Alessandro Miccio, segretario provinciale della Fiom: «Ci siamo fermati di fronte al rifiuto dell'azienda di sottoscrivere, contestualmente all'accordo di mobilità su base volontaria, anche l'impegno affinchè nel perdurare nell'attuale assetto societario (Invitalia) non venga aperta una nuova procedure di mobilità dopo quella volontaria. Assindustria verbalizzerà i contenuti dell'incontro e ci rivedremo il 5 luglio. Siamo anche scesi in questioni tecniche, su come impostare la mobilità volontaria e la tempistica. L'azienda vorrebbe una quarantina di lavoratori disposti a lasciare il cantiere, ma secondo la rsu la disponibilità forse non arriverà a una quindicina. Di incentivi non ne abbiamo ancora discusso. L'azienda vorrebbe chiudere entro marzo gli esodi incentivati». Giancarlo Leorin segretario della Uilm: «E' rimasta in sospeso la questione di non riaprire una nuova mobilità finché c'è lavoro nel cantiere. L'azienda dice che non vuole avere questo paletto, ma noi sindacati intendiamo salvaguardare i posti di lavoro rimanenti, nell'attuale assetto». Gianni Di Maria, coordinatore rsu: «Non ci siamo trovati d'accordo sul punto di non aprire una mobilità ulteriore fino a che c'è questo assetto societario. L'azienda non intende scendere a compromessi. Vedremo da qui al 5 luglio, come arrivare al tavolo in modo da riuscire a tutelare il meglio possibile i lavoratori. Non ci sentiamo sicuri, temiamo il rischio che dopo la fine della cassa integrazione possa essere aperta un'altra mobilità, e non volontaria». Il manager Mor: «Non possiamo ipotecare il futuro. Ci sono punti di vista diversi ma ci siamo presi l'impegno di allungare il discorso della mobilità, e siamo siamo pronti a risederci il 5 luglio al tavolo. Inoltre, secondo il verbale di accordo del 21 giugno scorso, entro l'8 luglio dobbiamo presentare il piano di riorgtanizzazione aziendale: ho annunciato che lo presenterò il 7 luglio, per dire cosa intendiamo fare da qui a un anno e mezzo che abbiamo di fronte», cioè considerando la nave Rfi da realizzare e quindi il lavoro certo per i Nuovi Cantieri Apuania. «Posso soltanto dire - conclude l'ingegner Mor - che nel piano che presenterò, partirò dal protocollo d'intesa come punto di riferimento».
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