Il Tirreno

Il sindaco lancia il "Gran tour" della città

Un altro particolare della mostra di Palazzo Binelli
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Un altro particolare della mostra di Palazzo Binelli

Palazzo Binelli, una perla da sei milioni incastonata fra Villa Fabbricotti ed ex convento

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 CARRARA. Un investimento da sei milioni di euro - due per l'acquisto, quattro per la ristrutturazione strettamente "filologica" come imposto dalla Sovrintendenza - ma da ieri la città ha davvero un nuovo gioiello a disposizione. Palazzo Binelli, lo storico stabile nuova sede della Fondazione Crc riportato - e non è una frase fatta - agli antichi splendori, è una perla impreziosita dalla splendida mostra "D'aprés Canova", aperta al pubblico da stamani e che proseguirà almeno per tutta l'estate.  Un mese di giugno straordinario, anzi «magico» per la città, come ha ricordato il presidente della Fondazione Alberto Pincione, che ha il suo epilogo nella inaugurazione del Palazzo Binelli restaurato e della mostra "D'Après Canova, l'800 a Carrara, L'accademia e i suoi maestri", ma che è partito con la mostra di design "Di là da" (all'ex convento di San Francesco fino al 17 luglio), poi Marble Week, le Frecce tricolori, la riconsegna della statua di Cavour al presidente Giorgio Napolitano e ora l'evento di Palazzo Binelli riportato alla città.  NUOVO RISORGIMENTO DELLA CITTÀ. «Tutto questo però non è casuale», ha argomentato il presidente Pincione, riprendendo il filo di una riflessione sull'800 post-Unità d'Italia, un periodo di eccezionale fermento e rinascita grazie proprio all'unificazione del Paese (e non è mancata una stoccata alla Lega). A suo avviso, oggi in città e non solo, vi è la riscoperta di una dimensione comunitaria, una riscoperta delle radici, una nuova anima, tutti elementi che possono contribuire a un «Nuovo risorgimento, che è alle porte», ha auspicato concludendo con un «Viva Carrara, viva l'Italia».  Nel merito della ristrutturazione del Palazzo Binelli, costruito nel 1884 su progetto dell'architetto Leandro Caselli (lo stesso del Politeama, della Saffi, della sede della Cassa e di vari altri edifici del centro), ha spiegato che è quasi un miracolo averla completata nei tempi previsti, ma è comunque un miracolo dovuto alla professionalità di chi vi ha lavorato: dal direttore dei lavori architetto Bernardo Bernardi, agli ingegneri Orsini e Bartoli, e alle aziende che vi hanno lavorato: la Cattolica Costruzioni di Reggio Emila, in Ati con la Tirrena di Spezia. Il risultato è eccellente, restituisce alla città un palazzo storico - è nella mission delle Fondazioni, recuperare i beni culturali ed è per questo che per la nuova sede non si è andati a costruire uno stabile ex novo - che per il piano terra e il primo piano sarà adibito a "casa dei carraresi" (sede espositiva e per convegni) e per il secondo e il "sottotetto" sarà invece sede operativa della Fondazione. «Non è bello parlare di costi di gestione oggi - ha detto scherzosamente il presidente Pincione, rivolgendosi, sempre a battuta dalla parte del presidente di Banca Carige, il genovese Giovanni Berneschi - perché oggi è un giorno di festa, è come un battesimo, e neppure a Genova il giorno di un battesimo oserebbero dire "chissà quanto mi costerà mantenere questo bambino"». Ma è ovvio che un problema di costi c'è, sia di personale che assicurativi vista la qualità delle opere esposte: lunedì gli organi della Fondazione si riuniranno per decidere i giorni di apertura della bella mostra sull'800 a Carrara, l'impressione è che per l'estate resterà aperta tutti i giorni, e poi per l'autunno si andrà ad un'apertura nel week-end. Vedremo. Per ora resta il risultato eccellente di uno stabile prestigioso, che si inserisce nel "Gran Tour" artistico della città di cui ha parlato con passione il sindaco Angelo Zubbani.  IL GRAN TOUR DELL'ARTE. È stato il primo cittadino ad aprire la giornata celebrativa, in Accademia, della due giorni dell'apertura di Palazzo Binelli. E lo ha fatto sia ringraziando Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), quale simbolo del ruolo prezioso delle Fondazioni a fianco delle istituzioni locali soprattutto nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di tante cità, sia Giovanni Berneschi, presidente di Carige (ma anche vipresidente della Cassa di Carrara e di Abi), «che sa essere apprezzato banchiere ma anche sensibile amico di questa città con la quale mantiene correttamente impegni che vengono da lontano, ma rinnovati con una stretta di mena, che è cosa rara di questi tempi». Anche il sindaco ha ricordato questo momento eccezionale di riscoperta dell'orgoglio della nostra comunità «che riesce ancora ad emozionarsi davanti ai prodotti del proprio sapere e degli artisti carrarini e carraresi, i primi nati qui e i secondi adottati». Un particolarmente ringraziamento è stato fatto ovviamente alla Fondazione Cr Carrara, che ha restituito il Palazzo Binelli come «patrimonio disponibile» della città (leggibile il riferimento alle cave, che sono invece patrimonio "indisponibile"). E quindi il riferimento a quell'asse di pregio, al percorso in fase di completamento, quel Gran Tour per chi ama l'arte e la scultura che parte dall'ex convento di San Francesco fino a Villa Fabbricotti, dove sorgerà il museo dedicato a Michelangelo. Il sindaco non ha nascosto che ci sono ancora «gioielli in soffitta, o in cantina, e addirittura qualcuno da rimettere in piedi» (il riferimento è al Politeama, ma anche agli altri gessi di Canova da mettere in esposizione), ma quella intrapresa, ne è convinto, «è la strada giusta, quella che lega le istituzioni al legittimo sentimento della gente». Insomma, «ce la faremo, nonostante i tempi difficili, e godiamoci questo splendido risultato, un punto d'arrivo ma anche di ripartenza per imparare a ridare allo straordinario patrimonio della città il valore che merita».

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