Il dolore
Assalta le poste ma rapina l'impiegata
Marco Landini
Ceserano, la cassaforte era bloccata dal timer e il bandito ha ripiegato sulla borsetta della donna
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FIVIZZANO. Rapina a mano armata ieri mattina alle poste di Ceserano. Mancavano 20 minuti a mezzogiorno, quindi ora circa alla chiusura dello sportello, quando per l'unica impiegata del piccolo ufficio postale sono stati autentici momenti di paura. Un individuo di grossa corporatura con il viso coperto da una bandana e con in mano una grossa pistola, ha fatto irruzione all'interno del locale. C'era la sola impiegata la 54enne Giorgietta Sisti, residente a Monzone, di fronte al malvivente che con accento nostrano ha intimato «dammi tutti i soldi». La donna non ha perso la calma nonostante la grossa pistola impugnata dal bandito. Ha quindi spiegato al rapinatore che non poteva dargli i soldi in quanto il sistema di sicurezza aveva bloccato in modo automatico la cassaforte. Il malvivente è rimasto impassibile, come se conoscesse i meccanismi che regolano gli uffici postali. Ma non si è dato per vinto e allora ha afferrato la borsa della impiegata che era appoggiata accanto allo sportello; poi l'uomo ha imboccato di corsa l'uscita. L'impiegata ha subito telefonato ai carabinieri. In pochi istanti gli uomini dell'Arma erano già sul posto, facendo convergere diverse pattuglie nelle zone limitrofe al luogo della rapina per eseguire blocchi stradali. La donna ha fornito l'identikit del rapinatore: alto almeno un metro e ottanta, con una bandana sul volto, accento lunigianese, capelli brizzolati e maglietta chiara. Aveva un fare agitato e una volta uscito dalle poste, l'impiegata ha raccontato di averlo visto salire su un'auto di colore verde con al posto di guida un complice, che ha subito dato gas alla vettura dirigendosi in direzione di Soliera. La dipendente ha poi detto ai carabinieri che all'interno della borsetta trafugata non c'era denaro, ma documenti e una carta di credito delle poste. In passato lo stesso ufficio postale ha subìto altre due rapine. Questo è accaduto nel 2002. In uno dei due casi, il rapinatore indossava un casco da motociclista e teneva una pistola alla mano. Magro il bottino, solo qualche banconota perchè, anche in quel caso, i sistemi di sicurezza aveva funzionato alla perfezione. Nell'altra rapina, sempre a mano armata, il bandito riusci a impossessarsi di 8mila euro. La domanda è lecita, non è che nelle tre rapine l'autore possa essere sempre lo stesso?
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