Attenzione
Porto turistico, progetti bloccati
Gabriele Dini
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La riunione della conferenza dei servizi Dalla Regione arriva lo stop ai piani dei privati: «serve la pianificazione urbanistica»
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MASSA. Stop da Firenze ai progetti per il porto turistico. La decisione dell'avvocatura regionale è arrivata ieri durante la conferenza dei servizi che doveva cominciare a discutere sulle sei proposte (Caltagirone più 5 concorrenti). Ci sarebbe contrasto tra leggi regionali e decreto Burlando. Ora l'unica strada percorribile sembra l'accordo di pianificazione per il nuovo piano regolatore del porto commerciale che include anche la ralizzazione dello scalo turistico (a levante). Ma i tempi della burocrazia e della politica spesso mal si accordano con le esigenze degli imprenditori. Alto è anche il rischio di dispute legali: i privati che hanno presentato progetti potrebbero infatti chiedere risarcimenti danni per le spese sostenute. Intanto la conferenza dei servizi è congelata, in attesa di nuovi sviluppi. Stop ai progetti. Il parere dell'avvocatura non è stato una sorpresa per i sindaci. Erano stati infatti proprio i primi cittadini di Massa e di Carrara a chiedere un parere all'avvocatura su questo tema molto complesso e delicato. I progetti sono stati presentati seguendo le norme e le procedure previste dalla legge Burlando. Ma sul tema della portualità esiste un conflitto sulle attribuzioni di competenze tra Stato e Regione. Così l'avvocatura è stata chiamata ad esprimersi sulla compatibilità tra la Burlando e le normative toscane. Ieri, proprio mentre iniziava il confronto sui progetti in conferenza dei servizi, è arrivato il parere: il conflitto c'è e i progetti potrebbero essere in contrasto con le norme regionali che prevedono, prima di tutto, la creazione di strumenti urbanistici concordati tra Comuni, Provincia e Regione. Le reazioni. «Quello che dice l'avvocatura è chiaro e non ci sorprende più di tanto, - spiega il sindaco Angelo Zubbani - con la Regione abbiamo avviato un iter per arrivare all'accordo di pianificazione. Quando questo sarà completato potremo riparlare di progetti». E i piani presentati finora? Per Zubbani non sono mai stati sollecitati dai sindaci e non sarebbero stati applicabili in terra toscana. «Per me l'iter tramite i progetti dei privati - afferma Zubbani - va interrotto, è chiuso». Zubbani ricorda anche che il piano regolatore portuale è in fase di realizzazione e le procedure potranno solo seguire ad esso. Più attendista la posizione dell'Autorità portuale che, assieme al Comune di Massa, ha chiesto di rinviare a data da destinarsi la conferenza dei servizi, per poter studiare in tutte le sue implicazioni il parere dell'avvocatura. «Il documento è importante e riguarda un tema complesso - spiega il presidente dell'Autorità, Guccinelli - per questo abbiamo chiesto tempo per approfondire il tutto. L'arrivo del documento non era previsto». Il futuro del porto turistico. La Regione, tramite l'avvocatura, avrebbe così ribadito - venendo incontro anche alle preferenze del Comune di Carrara - che il cammino verso il porto turistico deve passare attraverso l'accordo di pianificazione e non tramite la verifica di fattibilità di una richiesta privata su area demaniale (come invece prevede la «via Burlando»). A questo punto sembra difficile che i due percorsi possano incontrarsi. Per approvare uno dei sei progetti privati occorrerebbe l'ok di tutti gli enti interessati. Ora Regione e Comuni dovranno delineare a tavolino le caratteristiche del futuro porto, predisponendo tempi e modi della costruzione (il luogo resta invece lo stesso): ad esempio un project financing mediante gara ad evidenza pubblica. Le associazioni economiche come Cna avevano in più occasioni chiesto un'accelerazione nelle decisioni per rendere il territorio più competitivo. Ma la monoposto del porto turistico di Carrara è di nuovo ferma ai box.
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