Il Tirreno

«Lo stipendio se ne va per pagare l'acqua»

Sara Ligutti
Cittadini in fila anche fuori dall’ufficio di Gaia in via Roma Sotti: caraffa piena di acqua
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Cittadini in fila anche fuori dall’ufficio di Gaia in via Roma Sotti: caraffa piena di acqua

Maxibollette e rabbia. Una mamma con due bimbi da mantenere: troppi 300 euro

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 CARRARA. Acqua, quanto mi costi. Dopo il conguaglio del 2008 arriva quello del 2009 a turbare i sonni dei carraresi e i loro portafogli. Durante la mattinata di ieri, nonostante l'afa estiva e le code di un'ora e oltre, in attesa del proprio turno allo sportello, si sono recate quasi duecento persone agli uffici di Gaia, in via Roma, a chiedere spiegazioni per le bollette esorbitanti, alcune delle quali sfiorano i duemila euro. La maggior parte degli utenti chiede la rateizzazione degli importi.  È il caso di una donna che, con un pacco di fogli sta aspettando il proprio turno fuori, sul marciapiede: dentro fa troppo caldo, nonostante le porte spalancate. Ha in mano le bollette di tutta la famiglia, che, a questo giro, sono praticamente quintuplicate. «Mia madre, fra tutti, ha ricevuto la bolletta più bassa: 772 euro. Mio fratello, invece, ha ricevuto 1.500 euro da pagare, mia sorella 1.637 e nell'ufficio dove lavoro sono arrivati 1.172 euro di bolletta: praticamente uno stipendio. Solitamente le bollette sono sui 200-300 euro».  Invece, con la storia del conguaglio del 2009, le cifre sulle bollette sono schizzate alle stelle. «Siamo una famiglia - continua la donna - con un reddito normale. In ogni casa, poi, abitano poche persone: tre, quattro. Mia madre sta con mia padre». E come se ne esce da una situazione del genere? «Chiederemo la rateizzazione». Un invalido ha ricevuto juna fattura da 517 euro.  C'è un po' di gente radunata sul marciapiede davanti agli uffici di Gaia: c'è chi è fuori per non patire il caldo, chi per fumare una sigaretta, chi per ammazzare il tempo in attesa del proprio turno. Dentro, sul tabellone delle prenotazioni, i numeri scorrono lentamente. Il malumore regna sovrano: ad un certo punto una donna esce a passo spedito dalla porta, imprecando.  Molti gli anziani in fila. Come una signora sui settant'anni, che attende da due ore e mezzo di arrivare allo sportello. Fra le mani stringe la propria bolletta, ha 185 euro da pagare. «In casa siamo in due - dice angosciata - io e mia figlia. Le nostre bollette, solitamente, sono molto più basse». Accanto a lei una donna con lo stesso problema: la bolletta è troppo alta, «Non ce la facciamo a pagarla: è di 600 euro. Io sono una casalinga e mio marito fa l'operaio».  Un'altra signora ha ricevuto una bolletta da 296 euro: in casa sono lei e le sue due bambine. A lavorare, quindi, c'è soltanto lei: «Ho un lavoro saltuario, quasi 300 euro di acqua è troppo».  Molti, infatti, chiedono la rateizzazione. Come un uomo sulla quarantina, che ha 452 euro da pagare di bolletta a causa del conguaglio del 2009: in famiglia sono in quattro (lui, la moglie e due bambini) ed è l'unico a lavorare. «Se va pagata davvero chiederemo la rateizzazione. Il conguaglio, però, potrebbero spalmarlo su più bollette e, comunque, non è chiaro in base a cosa dobbiamo pagare così tanto». Anche questa è una lamentela molto diffusa: le bollette, che dovevano essere trasparenti, risultano incomprensibili. Un'altra è che gli uffici dovrebbero stare aperti più di due mattine alla settimana: «Almeno tre giorni», dicono molti. E c'è chi suggerisce un'apertura pomeridiana per venire incontro a chi lavora.  Poi c'è chi deve pagare anche 762 euro: una coppia, marito e moglie, che viene da Montignoso. Lì l'ufficio di Gaia è stato chiuso e, quindi, gli utenti o vengono a Carrara o vanno a Pietrasanta: «E sulla porta dell'ex-ufficio di Montignoso non ci sono nemmeno gli orari di apertura degli altri sportelli», spiega lui. «Al numero verde, poi, non rispondono». E, aggiunge, a mo' di provocazione: «Quasi quasi mi faccio staccare l'acqua e mi scavo un pozzo».

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