Sicurezza
La nuova beffa dei conguagli 2009
Cinzia Carpita
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Lacqua potabile che sgorga dal rubinetto Il gestore deve coprire i mancati introiti: li pagano i cittadini
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CARRARA. Conguagli almeno fino al 2015: per mancati introiti di Gaia in seguito ai minori volumi di acqua erogati rispetto a quelli previsti: i cittadini virtuosi che hanno risparmiato i consumi, devono poi pagare bollette più alte per coprire appunto le mancate entrate del gestore idrico. Una beffa: Era già accaduto con le bollette di fine 2010 in cui comparivano conguagli del 2008, e ora nelle fatture del primo trimestre 2011 sono segnati quelli del 2009. Il direttore dell'Ato, Silva1no Gattiglio, ricorda che 1«l'Ambito delle acque deve garantire i ricavi al gestore, affinchè coprano i costi del servizio. Neppure i referendum hanno scalzato questo punto. Per cui scatta un'operazione di adeguamento tariffe con il recupero di mancati introiti, spalmati dal 2011 al 2015. «Gaia può rateizzare gli importi su richiesta dell'utente». Magra consolazione. Anche perché gli utenti potrebbero trovare ulteriori conguagli anche nelle prossime bollette, proprio per il meccanismo della spalmatura. Gli importi delle fatture dipendono anche dalle letture effettive dei contatori da parte dei cittadini e da quelle stimate in acconto da Gaia, per cui il balletto è continuo. Ma potrebbe, Gaia, risparmiare sulle spese, onde evitare maxibollette? Gattiglio spiega che al gestore vengono accordati precisi costi congrui, ad esempio sul personale, e che dall'Ato viene riconosciuto in tariffa un importo rispetto a un certo numero di dipendenti, oltre il quale Gaia dovrebbe provverere da sola alla spesa. Le tariffe sono a preventivo da un anno all'altro, poi c'è la revisione triennale del piano d'ambito per verificare se il gestore ha rispettato o meno i livelli di costo che Ato aveva fissato. «Gaia su alcune voci di costo ha sforato in passato e in alcuni casi esaminati non gli sono state riconosciute certe spese. La revisione riguarda perosnale, materie prime, energia elettrica e altro». Il piano d'ambito viene illustrato all'assemblea dei sindaci (51 Comuni), che sono quindi consapevoli di tutto il resoconto a preventivo e a consuntivo della gestione di Gaia, degli scostamenti fra importi preventivati e quelli effettivamente sostenuti, e delle motivazioni sui maggiori costi rilevati. Per il triennio 2008-2010, la revisione è prevista quest'anno, sarà avviata dopo che Gaia avrà approvato il bilancio 2010 (la settimana prossima) e pare che l'esame porterà via alcuni mesi. Quando avranno fine i conguagli legati ai mancati introiti di Gaia? Non si sa. «I costi di Gaia - dice Gattiglio - non sono comprimibili più di tanto». E se entrassero altri Comuni aumentando gli utenti del servizio, ci sarebbero bollette più leggere? «Si sarebbe una flessione sensibile delle tariffe, ci auguriamo che Lucca faccia il suo ingresso, che era già previsto nel 2005 nel piano d'ambito, ma Lucca non c'è stata. Il Tar ha dato torto a Lucca che ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, di cui attendiamo la sentenza». Per quanto riguarda Massa, ha un contratto con Enel Rete Gar che scadrà nell'autunno del 2012. Stop alla gara di privatizzazione. Il consiglio di amministrazione di Gaia ha deliberato la sospensione per 3 mesi, della gara per l'ingresso di un privato nella società, per chiarire il quadro della situazione dopo l'esito dei referendum sull'acqua. Cadendo il presupposto della remunerazione del capitale investito da privati, dovrebbe essere rivista la normativa nazionale su cui vengono calcolate le tariffe dell'acqua. Martedì prossimo si riunisce l'assemblea dei soci per l'approvazione del bilancio consuntivo del 2010.
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