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Invito alla mobilitazione: «Stop al sistema De Lauretis di razionalizzare la sanità»
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Il monoblocco dellospedale di Carrara Associazione per la difesa dell'ospedale chiede l'intervento del sindaco: la popolazione non ha colpe per il buco di bilancio dell'Asl
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CARRARA. «La misura è colma. È giunto il momento di passare dalle parole e dal tentativo di dialogo, a fatti concreti». Così tuona, l'associazione "Ernesto Frediani per la difesa dell'ospedale" che da tempo di batte affinché non vengano ridimensionati i servizi sanitari sul territorio, invita tutte le forze politiche, sindacati, società civile a rapportarsi per concordare un calendario di manifestazioni tese a far recedere il direttore generale dell'Asl, De Laurentis dal "suo sistema" di razionalizzazione della nostra sanità». Un invito particolare è rivolto al sindaco Angelo Zubbani che è anche autorità sanitaria nel comune. «I nostri tentativi rivolti a far capire alla Regione che la popolazione della provincia non ha alcuna responsabilità per il buco di bilancio dell'Asl, sono caduti nel vuoto; come nel vuoto sono cadute - dice il presidente dell'associazione, Renzo Giusti - le nostre argomentazioni, suffragate da prove, che la nostra Asl aveva ricevuto finanziamenti sottostimati in quota capitaria». «Speriamo che la magistratura alla quale molti si sono rivolti riesca a fare chiarezza», «considerando il fatto che il commissariamento ha partorito dopo 5 mesi il classico topolino». Altre critiche vengono mosse verso la commissione d'inchiesta Regionale, «che dopo mesi di audizioni è riuscita a licenziare ben 2 risoluzioni una di maggioranza e una di minoranza». «Fino dai primi giorni ci hanno raccontato che la Regione aveva un fondo di riserva accantonato negli anni e mai usato, grazie all'oculatezza mostrata nell'amministrazione della sanità, sufficiente a fare fronte al buco di bilancio. E continuano a raccontarlo anche oggi. Ma intanto - prosegue il documento dell'associazione Frediani - aumentano in modo esponenziale i tempi delle liste di attesa, il pronto soccorso sta scoppiando, viene eleminato il turn over, vengono soppressi posti letto, vogliono ridurre in modo notevole i ricoveri come se la gente fosse contenta di sentirsi male, vengono tagliati i trasporti per la riabilitazione, per prestazioni diagnostiche, per malati oncologici, non vengono nominati i primari mancanti, ma vengono accorpati a prescindere dalla specializzazione (neurologia), vengono chiuse alle ore 18 alcune unità operative (otorino - oculistica); verrà ridotta la spesa farmaceutica di ben 4 milioni di euro». L'associazione per la difesa del'ospedale ritiene che sia necessario «abbandonare lo spirito di rassegnazione di cui è pervasa tutta la città, e sostituirlo con lo spirito combattivo delle "donne del 7 luglio2, che ebbero il coraggio di ribellarsi». Viene lanciato un appello: «non c'è più tempo da perdere, bisogna rompere gli indugi, riappropiamoci del nostro destino e del nostro complesso ospedaliero dove le luci non dovranno mai essere spente». Cosa risponderà la politica a questo invito a mobilitarsi?
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