Sicurezza
Lassessore Volpi e il Patto di stabilità
«I soldi in cassa ci sono ma non possiamo pagare le ditte»
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Lassessore al bilancio Alessandro Volpi 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Il Pd attacca: Volpi prima esalta, poi usa come scusa, a seconda dei suoi comodi, il Patto di stabilità; e sottovaluta gli effetti devastanti dei ritardi dei pagamenti per le aziende. Alessandro Volpi, assessore al Bilancio, replica glissando sui toni pesanti usati da Angelo Lieti (si concede solo un "considerazioni in realtà piuttosto confuse") e puntando sui numeri. Il Patto di stabilità, spiega, «definisce un obiettivo ogni anno che, purtroppo così come è oggi congegnato, impone sacrifici crescenti ai Comuni che l'hanno rispettato negli anni precedenti. Nel 2010, l'amministrazione ha centrato l'obiettivo che era pari ad un saldo negativo di 136mila euro; l'ha centrato con uno scostamento minimo e con un avanzo di competenza altrettanto ridotto che sono, oggettivamente, indicatori positivi. Ciò non significa che ho elogiato il Patto, anzi, in tutte le sedi ho sostenuto che, così come è costruito, costituisce una pesante vessazione per enti locali e imprese, perchè impedisce ai Comuni di pagare anche quando hanno liquidità in Cassa; basti pensare che il Patto blocca persino i pagamenti fatti con i mutui a disposizione. Dunque, per parte mia nessun elogio ma dure critiche, abbinate al riconoscimento di ciò che avevamo fatto, il rispetto del Patto, appunto, per nulla scontato viste le condizioni della finanza locale». Nel 2011, spiega ancora Volpi, il Comune di Massa, sempre per effetto della normativa sul Patto, deve ottenere un saldo positivo di 4,3 milioni: un obiettivo proibitivo; nel 2010, i pagamenti possibili al titolo II, quelli gravati maggiormente dal Patto, erano pari a circa 11,5 milioni di euro; nel 2011, con il nuovo obiettivo, sono diventati 6 milioni. Questo significa che indipendentemente da quanto il Comune ha in cassa, da quanto riscuote, può pagare fino a 6 milioni; tale "finestra" nel 2007 era di 18,4 milioni. Chiedere ad un Comune, perché è stato virtuoso, di passare da 18 milioni di pagamenti a 6 è veramente troppo, mi sembra palmare per chiunque; non capisco quindi come possa essere oggetto di polemica». Per l'assessore è poi «veramente singolare» che il Pd abbia avviato in tutta Italia una campagna contro il Patto di stabilità di Tremonti mentre «qui a Massa attacchi l'assessore accostandolo a Berlusconi perché dice le medesime cose sostenute in quella campagna dal Pd. Io stesso ho partecipato a diversi incontri organizzati dai Democratici toscani per mettere in luce le lacune del Patto di stabilità e i danni da esso arrecati. Le difficoltà delle aziende sono assolutamente presenti a questa amministrazione, che non a caso ha evitato di aumentare il carico fiscale, in particolare la Tarsu, nonostante la riduzione dei trasferimenti di circa 4 milioni negli ultimi anni e destinata per il 2011-2012 ad essere ancora più dura, tema sul quale anche il Pd locale, come il Pd italiano dovrebbe esprimersi». Infine, un altro elemento: «I pagamenti al titolo I, quelli relativi alla spesa corrente, in cui i vincoli del Patto sono meno stringenti, sono stati effettuati nel 2010 per 58 milioni di competenza e 16 di residui, con una percentuale del pagato sull'impegnato dell'anno che ha mantenuto la media altissima degli anni precedenti: ciò significa che dove il Patto è meno pesante, i pagamenti vengono fatti nell'anno di esercizio e più rapidamente. Questi i numeri, che mi sembrano chiari. Che senso ha una polemica così evidentemente infondata?»
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