Sicurezza
Assolti Rossetti e Pavoni per l'abuso alla cartiera
Marco Landini
Il processo su Gassano. Vigorito, avvocato di parte civile, annuncia: ricorreremo in appello
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FIVIZZANO. Loris Rossetti, ex sindaco e attuale consigliere regionale, e Paolo Pavoni, responsabile dell'ufficio tecnico del Comune, sono stati assolti dall'accusa di aver compiuto abusi d'ufficio per i fatti relativi all'iter per la sanatoria che riguardava la realizzazione di un'opera all'interno della cartiera di Gassano. La sentenza di assoluzione è stata emessa ieri mattina dal Tribunale di Massa, mettendo così la parola fine a una vicenda che si trascinava dal 2007. Rossetti e Pavoni erano difesi dagli avvocati Franco Perfetti e Antonio Serano. Un sospiro di sollievo dunque per Rossetti che per dieci anni ha guidato l'amministrazione comunale fivizzanese per poi approdare sui banchi del consiglio regionale. Da subito Rossetti l'aveva sostenuto che per i fatti per i quali era stato dapprima denunciato e poi rinviato a giudizio, era completamente estraneo. La vicenda era partita nel novembre 2007 a seguito di una denuncia inoltrata alla Procura da una ditta che aveva realizzato materialmente la costruzione del capannone. La Procura avviò subito le indagini con l'invio in Comune di carabinieri e Finanza. Un vero terremoto per la politica fivizzanese. I militari sequestrarono faldoni e computer e misero sotto sequestro alcuni atti presenti negli uffici dell'urbanistica. Non solo: venne compiuta anche una perquisizione nell'abitazione di Paolo Pavoni, responsabile di quell'ufficio. Il tutto riguardava l'iter procedurale per la sanatoria di un'opera nell'area della cartiera Sant'Anna di Gassano. Rossetti aveva sempre sostenuto l'estraneità ai reati a lui ascritti, spiegando «al momento del mio primo insediamento da sindaco, nel 1999, la cartiera era chiusa e un capannone era sotto sequestro essendo stato costruito abusivamente. Quindi in base alle leggi vigenti, dopo un passaggio in consiglio comunale, avevamo provveduto a dare avvio all'iter per sanare l'abuso e questo per poter far riprendere l'attività produttiva dell'impianto, permettendo così a 24 persone di ritornare alla loro occupazione. Questo atto, che si è concluso dopo un paio d'anni permettendo la ripresa dell'attività della cartiera». Rossetti manifestò inoltre il massimo rispetto e fiducia verso chi stava svolgendo le indagini, cosa che ribadisce anche oggi: «Ringrazio la magistratura che ha operato per fare luce su questa questione. Sono sempre stato sereno, perché sapevo di non aver commesso nulla di illegale. E sono contento che oggi 24 famiglie possono contare su uno stipendio sicuro avendo operato all'epoca per la salvaguardia di questa attività». Non è però dello stesso avviso l'avvocato Enrico Vigorito che rappresenta la ditta esecutrice dei lavori: «Ricorreremo in appello dato che il tribunale non ha ritenuto sufficienti le prove fornite per giungere alla condanna per abuso d'ufficio».
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