Attenzione
Emergenza rifiuti. Il prefetto ordina la ripresa del ciclo di raccolta-smaltimento.
Via la spazzatura dalle strade
Claudio Figaia
Costa deve riaprire i cancelli. I Comuni dovranno pagare
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MASSA. Interviene la prefettura nella "guerra" sui rifiuti in corso in Lunigiana e ordina ai contendenti di smetterla di giocare con il fuoco della raccolta della spazzatura. Perchè, Napoli insegna, la questione dello smaltimento può trasformarsi in un'emergenza senza fine. La tregua è arrivata sotto forma di un verbale sottoscritto dal vice prefetto Valerio Massimo Romeo dai sindaci dei Comuni lunigianesi interessati, dai sindacati, dai dirigenti delle aziende interessaate, cioè Aimeri Srl. (che raccoglie i rifiuti) e Costa Mauro Srl (che li impacchetta e li spedisce in discarica. In sostanza, la prefettura ha chiesto a ognuno di fare il suo dovere: ad Aimeri di continuare la raccolta sul territorio lunigianese e di scaricare i camion negli impianti della ditta Costa. Alla ditta Costa ha "ordinato" di riaprire i cancelli e di accogliere i rifiuti. Ai Comuni insolventi ha "imposto" l'elaborazione di un piano di rientro dei debiti verso la ditta Costa e la Rea di Livorno che raccolgono i loro rifiuti. Un intervento mirato a disinnescare il problema emerso a ripetizione negli ultimi mesi. Ossia: Costa, in seguito ai ritardi di pagamento da parte della Aimeri Ambiente, la società che si occupa della raccolta differenziata in Lunigiana, aveva chiuso i cancelli del suo impianto. Aimeri, a sua volta, non pagava Costa perchè non riceveva i soldi dalla Comunità montana che, a sua volta li riceveva dai Comuni della Lunigiana (eccetto Aulla e Pontremoli che pagano direttamente Aimeri). In altre parole: i Comuni non pagano (o ritardano i pagamenti) e il meccanismo si inceppa. Diventando una specie di ordigno pronto ad esplodere. Tant'è che da giorni i camion di Aimeri, strapieni di rifiuti, non effettuavano più la raccolta lasciando i cassonetti per strada anch'essi sempre più pieni. Il vertice davanti al prefetto dovrebbe avere l'effetto di far ripartire le operazioni di raccolta e smaltimento ed è stato accolto positivamente, o comunque come provvedimento inevitabile da tutti i soggetti coinvolti nella questione. I sindacati hanno revocato lo stato di agitazione alla Aimeri e tutto sembra ora poter tornare alla normalità. Ma il problema di fondo resta. «Questa vicenda - dice Paolo Guerra di Cgil - è la conseguenza dell'assenza di una politica dei rifiuti in questa provincia. L'emergenza è solo rinviata: i Comuni hanno difficoltà a coprire i debiti, prsot o tardi Costa e Rea reclameranno ancora soldi».
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