Il dolore
«Parcometri a Marina? Più costi che incassi»
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Una veduta del viale Lungomare Caruso: meglio la tassa di soggiorno. Amorese: una scelta immorale
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MASSA. Il centrodestra boccia l'introduzione dei parcheggi a pagamento sul Lungomare. Con due argomenti di fondo: i parcometri sono un cattivo affare (nel senso che non fanno incassare soldi al Comune) e gravano non sui turisti ma sui residenti Secondo Stefano Caruso l'installazione delle 8 colonnine dei parcometri sul lungomare, «costerà circa 65mila euro solo per le strutture, a cui andranno aggiunti i lavori di sistemazione e la realizzazione degli impianti. Da aggiungere, poi, il costo per la realizzazione delle strisce blu, il costo del personale che avrà il compito di raccogliere quei pochi spiccioli e, sicuramente, qualche nuovo ausiliario del traffico stagionale preposto al piantonamento delle autovetture per cogliere l'evasore del balzello». Ebbene, secondo i calcoli del consigliere del Pdl, in tre mesi, con parcheggi sempre pieni si potrà incassare 225mila euro. Ma se i posti non venissero riempiti a tutte le ore del giorno, l'incasso dei 3 mesi propagandato dal sindaco, andrebbe a coprire solo il costo delle colonnine, costringendo il comune ad indebitarsi ancora per pagare i servizi accessori». Inoltre, sostiene ancora Caruso, «bisogna calcolare anche il danno agli stabilimenti balneari che hanno mantenuto il parcheggio interno i quali, a scapito del servizio di qualità fornito ai propri clienti, dovranno improvvisarsi anche custodi per evitare che "portoghesi" di turno parcheggino abusivamente sottraendo il servizio agli aventi diritto». Secondo il consigliere berlusconiano, la scelta giusta era «proprio quella della tassa di soggiorno che avrebbe gravato solo sui turisti e non sui residenti, e che, secondo i dati dall'ultimo Rapporto economia, avrebbe portato nelle casse comunali oltre 1,5 milioni senza costo alcuno». Alessandro Amorese, anch'egli consigliere del Pdl, parla invece di «tassa sul mare», di «immensi sacrifici delle famiglie anche per poter andare al mare, per portarci i propri figli» e di un turismo in crisi con i bagni costretti a rinunciare a posti auto a causa dell'erosione, di servizi (pubblici) scadenti. Poi fa qualche calcolo anche lui e sostiene che una famiglia, «soprattutto massese, spenderebbe in media circa 150 euro a stagione per parcheggiare sul Lungomare, una vera e propria tassa in più, contando una media di tre ore al giorno per tre mesi». «Non la accettiamo questa nuova tassa - accusa Amorese -. Un costo in più per le famiglie, per i giovani, per gli anziani. Non trovi posto nei parcheggi interni? Peggio per te, devi pagare. La giunta si inventa l'ennesimo balzello sulla pelle dei cittadini. E' per noi una spesa immorale. Basta mettere le mani nelle tasche dei cittadini».
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