Il Tirreno

Il racconto delle tute blu che si sono ammalate dopo anni in fabbrica

Nuovo Pignone, gli operai ricordano quella strana polvere

Ieri in tribunale il processo per il Nuovo Pignoe
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Ieri in tribunale il processo per il Nuovo Pignoe

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 MASSA. Si torna a parlare di amianto nel tribunale di Massa. Il processo, per lesioni colpose, vede alla sbarra tre responsabili (Pizzini, Cagnoni, Angelini) della Nuovo Pignone che si sono succeduti al comando dello stabilimento.  L'accusa per i tre imputati è di lesioni colpose. Gli ex operai sono stati precisi e puntuali nella loro ricostruzione di quanto avveniva nello stabilimento: hanno ricordato il pulviscolo «che brillava» che era sempre presente nelle stanze dove si trovavano loro. Hanno anche detto al giudice De Mattia di quel particolare tipo di saldatura che prevedeva nell'impasto polvere di amianto.  Non solo: qualcuno ha ricordato di aver visto smaltire dei residui di lavorazione nel Frigido. Una storia che in tribunale è già stata sentita.  Sono stati sentiti anche due periti della difesa, a loro è toccato il compito di perorare la tesi dell'azienda. E cioè che le malattie che hanno intaccato la salute delle tute blu non sono state causate dagli ambienti di lavoro, ma che sono dovute a mille altre motivi. Quali è difficile stabilire.  Tesi questa contestata in aula dall'avvocato di parte civile Nicoletta Cervia, che sta seguendo gli operai in questa loro lunga battaglia. Che ha un unico scopo: vedere riconosciuti i propri diritti. La prossima udienza ci sarà dopo la pausa estiva, a settembre. Verranno sentiti altri cinque operai e i consulenti della difesa.  A ottobre poi dal gup ci sarà un'altra tranche della medesima storia, ma qui bisognerà decidere se si deve fare anche un processo per la morte di altri due operai. Sempre per colpa dell'amianto, forse per colpa del posto di lavoro.

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di Redazione web