La protesta
Giovani genitori muoiono al ritorno dal concerto di Vasco
Chiara Sillicani
Si chiamavano Samuele Chioni, 34 anni, e Serena Bertellotti, 30. Lasciano due figli piccoli. Lui carpentiere, lei casalinga
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MONTIGNOSO. L’amore per i loro piccoli ha vinto. Serena Bertellotti e Samuele Chioni non potevano pensare che due angioletti si svegliassero senza mamma e papà. Tre ore di spensieratezza, la musica di Vasco allo stadio San Siro e una certezza: Cristian e Carlotta prima di tutto. In sella alla moto, per tornare a casa e riabbracciarli il prima possibile. Lui ha un anno e mezzo, la sorellina solo 8 mesi. Domenica avrebbe dovuto essere il suo giorno: vestitino bianco per il battesimo e i baci di amici e parenti. Ma quella festa diventa irreale. All’improvviso.
Serena, solo 30 anni, e Samuele, 34, non ci sono più. L’asfalto dell’A7 ha cancellato le loro vite, in una notte spensierata, dopo le parole di Vasco, pensando ai loro piccoli. Sono le 4 e 20 del mattino, nonna Lolita è con i suoi nipotini, abita lì accanto, ma ha deciso di lasciarli dormire nel loro lettino. Guarda l’orologio - quasi un presentimento - poi sente suonare alla porta. Lei del viaggio in moto aveva tanta paura, pensava che il concerto di Vasco fosse a Firenze, quando ha scoperto che in sella alla moto sarebbero abdati fino a Milano ha tremato, ma «quei due ragazzi così innamorati, così felici insieme» solo per una mezza giornata di relax, le riempiono il cuore. Samuele e Serena si sono presi una piccola pausa: lei, casalinga, sempre dietro ai suoi bambini, lui, artigiano edile, impegnato con il lavoro. La realtà, violenta, suona alla porta. Un trillo nella notte: Lolita apre e capisce.
«I carabinieri sono stati così gentili, non mi hanno detto nulla fin quando non sono arrivati i miei cari». Ma a lei le parole non servono. Il dolore la travolge, ma Lolita, la bidella della scuola di Sant’Eustacchio, non può permettergli di vincere: «Devo pensare ai bambini, avranno bisogno di me, devo farmi forza». E tutta Montignoso riscopre il senso di collettività che ne fa un paese, prima che un Comune. Attorno alla nonna si stringono in molti, Samuele è un «compagnone», tutti lo conoscono. E con lei piangono Giuseppe e Solidea, la coppia di amici che aveva raggiunto San Siro con Serena e Samuele, anche loro in sella alla moto: adesso sono sconvolti, non riescono neppure a parlare. Viaggiavano più avanti, non hanno visto l’incidente. Nello specchietto retrovisore la moto degli amici non compare più, partono le telefonate. Poi l’atroce scoperta nelle prime ore del mattino: l’incidente sulla A7.
La dinamica, per ora, resta un giallo. O meglio: la stradale è certa che la moto sia sbandata per un colpo di sonno di Samuele, subito dopo il casello di Serravalle Scrivia, in direzione Genova. Ma non si sa se a uccidere i coniugi montignosini sia stato l’impatto con l’asfalto - gli inquirenti sembrano propensi per questa ipotesi - oppure l’urto con la Peugeot 207 che stava arrivando. La vettura ha travolto i corpi dei giovani: se li è trovati davanti improvvisamente. A bordo c’erano quattro genovesi poco più che trentenni, anche loro stavano tornando a casa dopo il concerto di Vasco Rossi.
Quel tratto di autostrada, l’A7, che collega Milano a Genova, è davvero insidioso, basta poco per commettere un errore fatale, soprattutto se si viaggia in moto. Nel punto dove i coniugi montignosini hanno salutato per sempre la vita inizia una serie di curve. Cinque chilometri di svolte a destra e a sinistra, una dietro l’altra. Probabilmente Samuele ha chiuso gli occhi alla fine del rettilineo, il sonno lo ha vinto. Ma resta da capire se la Peugeot stesse viaggiando al di sopra del limite, che in quel tratto è di 90 chilometri orari.
Questa mattina il magistrato di Alessandria (la polizia stradale non ha voluto dire nemmeno chi era il sostituto procuratore) darà il nulla osta per la sepoltura. La 207 è stata sequestrata. I ragazzi che erano a bordo dell’auto comunque si sono fermati (in un primo momento era sembrato invece che fossero fuggiti) e hanno chiamato i soccorsi. La vettura verrà esaminata dai periti che verranno nominati dalla Procura. Ci sono da valutare troppe cose, visto che la dinamica è davvero avvolta nel dubbio per ora. Samuele e Serena non sono tornati a casa: i loro corpi sono all’obitorio dell’ospedale San Giacomo di Novi Ligure.
Serve il nulla osta per riportarle a Montignoso, dove un paese e due famiglie distrutte li attendono per salutare quel compagnone e la sua dolce moglie.
Serena, solo 30 anni, e Samuele, 34, non ci sono più. L’asfalto dell’A7 ha cancellato le loro vite, in una notte spensierata, dopo le parole di Vasco, pensando ai loro piccoli. Sono le 4 e 20 del mattino, nonna Lolita è con i suoi nipotini, abita lì accanto, ma ha deciso di lasciarli dormire nel loro lettino. Guarda l’orologio - quasi un presentimento - poi sente suonare alla porta. Lei del viaggio in moto aveva tanta paura, pensava che il concerto di Vasco fosse a Firenze, quando ha scoperto che in sella alla moto sarebbero abdati fino a Milano ha tremato, ma «quei due ragazzi così innamorati, così felici insieme» solo per una mezza giornata di relax, le riempiono il cuore. Samuele e Serena si sono presi una piccola pausa: lei, casalinga, sempre dietro ai suoi bambini, lui, artigiano edile, impegnato con il lavoro. La realtà, violenta, suona alla porta. Un trillo nella notte: Lolita apre e capisce.
«I carabinieri sono stati così gentili, non mi hanno detto nulla fin quando non sono arrivati i miei cari». Ma a lei le parole non servono. Il dolore la travolge, ma Lolita, la bidella della scuola di Sant’Eustacchio, non può permettergli di vincere: «Devo pensare ai bambini, avranno bisogno di me, devo farmi forza». E tutta Montignoso riscopre il senso di collettività che ne fa un paese, prima che un Comune. Attorno alla nonna si stringono in molti, Samuele è un «compagnone», tutti lo conoscono. E con lei piangono Giuseppe e Solidea, la coppia di amici che aveva raggiunto San Siro con Serena e Samuele, anche loro in sella alla moto: adesso sono sconvolti, non riescono neppure a parlare. Viaggiavano più avanti, non hanno visto l’incidente. Nello specchietto retrovisore la moto degli amici non compare più, partono le telefonate. Poi l’atroce scoperta nelle prime ore del mattino: l’incidente sulla A7.
La dinamica, per ora, resta un giallo. O meglio: la stradale è certa che la moto sia sbandata per un colpo di sonno di Samuele, subito dopo il casello di Serravalle Scrivia, in direzione Genova. Ma non si sa se a uccidere i coniugi montignosini sia stato l’impatto con l’asfalto - gli inquirenti sembrano propensi per questa ipotesi - oppure l’urto con la Peugeot 207 che stava arrivando. La vettura ha travolto i corpi dei giovani: se li è trovati davanti improvvisamente. A bordo c’erano quattro genovesi poco più che trentenni, anche loro stavano tornando a casa dopo il concerto di Vasco Rossi.
Quel tratto di autostrada, l’A7, che collega Milano a Genova, è davvero insidioso, basta poco per commettere un errore fatale, soprattutto se si viaggia in moto. Nel punto dove i coniugi montignosini hanno salutato per sempre la vita inizia una serie di curve. Cinque chilometri di svolte a destra e a sinistra, una dietro l’altra. Probabilmente Samuele ha chiuso gli occhi alla fine del rettilineo, il sonno lo ha vinto. Ma resta da capire se la Peugeot stesse viaggiando al di sopra del limite, che in quel tratto è di 90 chilometri orari.
Questa mattina il magistrato di Alessandria (la polizia stradale non ha voluto dire nemmeno chi era il sostituto procuratore) darà il nulla osta per la sepoltura. La 207 è stata sequestrata. I ragazzi che erano a bordo dell’auto comunque si sono fermati (in un primo momento era sembrato invece che fossero fuggiti) e hanno chiamato i soccorsi. La vettura verrà esaminata dai periti che verranno nominati dalla Procura. Ci sono da valutare troppe cose, visto che la dinamica è davvero avvolta nel dubbio per ora. Samuele e Serena non sono tornati a casa: i loro corpi sono all’obitorio dell’ospedale San Giacomo di Novi Ligure.
Serve il nulla osta per riportarle a Montignoso, dove un paese e due famiglie distrutte li attendono per salutare quel compagnone e la sua dolce moglie.
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