Sicurezza
Congelata l'adozione della piccola Anna Giulia
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Massimo e Gilda, i genitori di Anna Giulia La piccola era stata rapita dai suoi genitori da una casa vacanza di Marina
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MASSA. Per ora Anna Giulia resta con la famiglia che l'ha in affidamento ma all'orizzonte non c'è l'adozione, o almeno non a breve. Il tribunale dei minori di Bologna ha deciso che i genitori della bimba, i reggiani Massimiliano Camparini e Gilda Fontana che il 16 luglio 2010 la rapirono da una casa-vacanze a Marina di Massa scontando per questo sette mesi in carcere, dovranno cominciare un percorso con i servizi sociali di Reggio Emilia per valutare se sono in grado di badare alla loro unica figlia, di sei anni. «Siamo molto soddisfatti», ha commentato l'avvocato Francesco Miraglia, del foro di Modena, che assiste la coppia. Nell'udienza cominciata alle 10 e durata più di quattro ore, i giudici hanno ascoltato i genitori e i nonni paterni e materni. Alla fine, secondo l'avvocato, «hanno lasciato una porta aperta visto che potevano invece decidere per l'adottabilità». A questo punto i genitori dovranno sottoporsi a una serie di incontri con psicologi, assistenti sociali e servizi di salute mentale. Non è previsto un limite di tempo, ma il giudice si rimetterà alla valutazione dei servizi sociali. «In ogni caso è una nuova possibilità data ai genitori e credo sia una grande vittoria», ha aggiunto il legale. Durante l'udienza, davanti al tribunale del Pratello ha manifestato una rappresentanza di altri padri, madri o nonne'fantasma' provenienti da varie regioni e protagonisti di casi di affidamenti controversi. Gli stessi che avevano organizzato un sit-in il 14 giugno scorso quando l'audizione dei genitori di Anna Giulia saltò. Qualche giorno fa i Camparini avevano fatto un sit in davanti al tribunale assieme ad altri padri, madri o nonne fantasma provenienti da varie regioni, che denunciavano il braccio di ferro tra famiglie, giudici e servizi sociali per l'affidamento dei bambini. «Queste persone vivono le prepotenze e il profondo disagio che il nostro sistema giustizia ci regala - aveva spiegato Roberto Castelli, dell'Associazione genitori sottratti di Bologna -. Un sistema che trita tutto alla stessa maniera senza guardare se ci sono chicchi buoni».
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