Il Tirreno

L’IMPUTATO

«Sono commosso, però adesso non voglio parlare»

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 MASSA. Si è commosso Prospero Santacroce (nella foto) dopo la lettura della sentenza da Ermanno De Mattia. Dire che era contento è sbagliato, ma un po' più sollevato sì: il castello accusatorio costruito dalla procura si è ridimensionato secondo il giudice. I sei anni gli sembravano troppi, due anni e mezzo invece, nonostante sempre di condanna si tratti, danno speranze anche a un possibile appello vincente. Si vedrà.  L'imprenditore ieri era insieme alla moglie, che gli è stata sempre accanto dal primo giorno di questa storia. Lui prima della pronuncia della sentenza si era un po' confidato con i giornalisti, ma aveva detto che comunque nbon avrebbe commentato nulla: «Ne parleremo più avanti». Ma Santacroce ha raccontato come sono stati questi mesi per lui: «I cinque mesi passati in cella con altre due persone mi hanno cambiato. per potere stare in piedi facevamo i turni, in tre non ci giravamo altrimenti. Ero in un mondo che non mi apparteneva, per fortuna uno dei mie compagni di cella aveva una certa dimistichezza e mi ha spiegato come andavano le cose. Mi sono dovuto leggere migliaia di pagine per capire di cosa ero accusato. E ho imparato a difendermi».  Lo ha fatto veramente l'avvocato di se stesso Santacroce, anche se di legali nel aveva due (Paolo Bonini e Enrico Panetta), portando in aula il prontuario degli appalti per dimostrare che lui non aveva gonfiato alcunché. «Mi sono stati chiesti preventivi prima di gare. Ma io pensavo che quei lavori potessero essere attribuiti senza gare, come accade spesso nel pieno rispetto della legge», aveva detto al giudice in un'udienza.  Ieri però Santacroce non era battagliero come le altre volte. La tensione, nelle tre ore quasi di attesa della sentenza, è stata davvero tanta. Una volta che De Mattia ha letto il dispositivo, l'imprenditore si è commosso e ha baciato la moglie. Poi ha stretto la mano agli avvocati (evidentemente soddisfatti) e si è abbracciato parenti e amici che avevano deciso di stargli accanto in questa brutta avventura. «Poi parlerò, adesso sono troppo emozionato».

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