Il Tirreno

Santacroce, 30 mesi per l'appaltopoli E la difesa esulta

Santacroce, 30 mesi per l'appaltopoli E la difesa esulta

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Due anni e sei mesi, già scontati di un terzo della pena per il rito abbreviato. È questa la sentenza che il giudice Ermanno De Mattia ha pronunciato nei contronti di Prospero Santacroce, l'imprenditore coinvolto nell'appaltopoli del carcere di Massa. Era accusato di truffa, turbativa di gara e corruzione. Gli sono stati anche confiscati il 50 per cento di alcuni beni (un terreno, una casa e dei titoli). Una sentenza che però soddisfa, almeno in questo grado di giudizio, i suoi legali (Enrico Panetta e Paolo Bonini), che hanno visto accolta la loro linea difensiva per buona parte dei capi di imputazione. De Mattia ha dato ragione all'accusa soltanto su cinque contestazioni. Da qui la condanna a trenta mesi.  Santacroce è stato giudicato colpevole di corruzione per la gara dei fari, per avere con l'ex direttore del carcere Salvatore Iodice in pratica predisposto una gara del tutto apparente «avendo già fatto predisporre un preventivo dalla ditta Ciesse». Sempre per la gara dei fari gli è stato riconosciuto il concorso (oltre a Iodice sono coinvolti il contabile della casa circondariale Salvatore Cantone, il funzionario responsabile dell'ufficio operativo del ministero delle Infrastrutture e trasporti Carlo Bernardini) per aver «turbato la regolarità della gara». L'importo dell'appalto fu di oltre ventimila euro, che si aggiudicò la Ci-Esse elettric.  De Mattia ha rinvenuto una condotta non lecita anche per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza della rotonda, un cantiere che ha fruttato alla Comies - l'altra ditta di Santacroce - 175.000 euro. In pratica l'imprenditore secondo l'accusa - e secondo De Mattia che per questo capo lo ha condannato - si era messo d'accordo con altri imprenditori per ottenere l'appalto. Un'assegnazione fatta ancor prima del sopralluogo.  Anche nella gara del pozzo artesiano, che si trova nel parcheggio esterno del carcere, l'accusa ha avuto ragione: l'appalto viene affidato alla Comies con lo stesso sistema utilizzato per la rotonda. Santacroce trova l'accordo con le altre ditte, si aggiudica l'appalto. Qui le prove raccolte della procura, grazie al lavoro della squadra mobile, erano state corpose. Visto che la percentuale al ribasso praticata è la stessa che aveva indicato la ditta di Santacroce in un documento precedente.  Infine torna il reato di corruzione che coinvolge ancora Iodice in relazione ai lavori affidati a Comies e Ci-Esse negli anni che vanno dal 2006 al 2009 «consistiti nella sistematica violazione dei doveri di fedeltà, di imparzialità, di perseguimento esclusivo degli interessi del suo pubblico ufficio».  In tutto ci sono volute - in due udienze - dieci ore alle parti per argomentare le richieste: il pm Soffio aveva chiesto sei anni (9 scontati di un terzo), mentre le difese avevano chiesto l'assoluzione. Prima che De Mattia si ritirasse in camera di consiglio - durata quasi tre ore - era stata l'arringa dell'avvocato Bonini a cercare di smontare i capi di imputazione che pendevano sul suo assistito. In parte c'è riuscito, visto che per diciannove capi di imputazione «il fatto non sussiste»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa